Terrae Abellanae, l’associazione di agronomi e produttori per la valorizzazione del nocciolo

 Terrae Abellanae, l’associazione di agronomi e produttori per la valorizzazione del nocciolo

Pulerà: “Puntiamo all’istituzione di un sistema di tracciabilità”. 

Lorenzo Pulerà, 31 anni di Avella, Agronomo, socio dell’Associazione Terrae Abellanae nella quale, insieme ad un nutrito numero di giovani agronomi contribuisce allo sviluppo agricolo territoriale.

Presentiamo l’Associazione   “Terrae Abellanae”

Terrae Abellanae, è un’associazione di filiera agroalimentare costituita nell’aprile del 2017, con una forte specializzazione nella coltivazione del nocciolo e che opera in Bassa Irpinia. Presieduta da Biagio Estatico conta circa 18 soci e raccoglie intorno a sé tutti gli operatori della filiera corilicola locale, dal produttore al trasformatore di prodotto, passando per gli agronomi e di chi si occupa di servizi. Gli obiettivi: attività di informazione e formazione per gli attori della filiera,  costituzione di percorsi in grado di contribuire alla crescita e allo sviluppo del territorio attraverso la valorizzazione delle produzioni tipiche. 

Pulerà

L’emergenza sanitaria da Covid 19 ha portato conseguenze?

L’emergenza sanitaria del “Covid 19” ha causato ingenti problematiche. Mi riferisco non solo al blocco totale del programma fieristico nazionale e internazionale, ma soprattutto alle conseguenze che si sono susseguite sul lato produttivo e della commercializzazione: dalla manodopera  locale e straniera, giustamente timorosa di essere contagiata, alla difficoltà di raggiungere i fondi che non sono sempre vicini alla sede aziendale. Dal punto di vista della commercializzazione, e facile immaginare che molto del mercato per la nocciola trasformata è calato, essendo quest’ultimo formato principalmente da pasticcerie e gelaterie.

E’ forte la concorrenza?

Molte sono le realtà che lavorano e trasformano la nocciola ma è pur vero che molte sono le tipologie di consumatori, ognuno dei quali possiede proprie necessità, gusti e un budget prestabilito da spendere. Bisognerebbe concentrarsi nella realizzazione di prodotti che possano essere ritenuti validi a soddisfare la necessità del cliente, ma al contempo educare e sensibilizzare quest’ultimo a percepire il vero valore di chi lavora in filiera corta.

Progetti in cantiere?

Al momento la nostra attenzione è concentrata su due punti. Il primo è l’istituzione di un sistema di tracciabilità in grado di inglobare le informazioni derivanti da tutti gli attori della filiera e finalizzato a far acquisire maggiore autorevolezza alle produzioni locali. Il secondo punto è invece il monitoraggio di un insetto che nel nord Italia sta causando enormi danni economici, stiamo parlando della Cimice Asiatica. In coordinamento con il Servizio Fitosanitario Regionale e il CNR-IPSP di Portici (NA) stiamo individuando i “corridoi ecologici” dove verranno effettuati i lanci del suo antagonista la “Vespa Samurai” che serviranno a instaurare un nuovo equilibrio biologico capace di far rientrare l’emergenza fitosanitaria. Inoltre puntiamo alla costituzione di una nuova tipologia di governante locale: il DAQ (Distretto Agroalimentare di Qualità) “Campania in guscio”.

Marina D'Apice