V.I.T.I, l’associazione di tre piccoli produttori di DOCG
Claudio Panetta: “L’Irpinia è una terra di vini straordinaria”
V.I.T.I., acronimo di vignaioli in terre d’Irpinia, è una associazione di piccoli produttori ad altissima specializzazione: tre cantine insieme, produttori dei tre DOCG irpini, tre aziende i cui titolari condividono una filosofia produttiva fatta di artigianalità delle lavorazioni, il non utilizzo di sostanze chimiche, la conduzione familiare.
A raccontarci l’avvio di questa avventura è Claudio Panetta, informatico 47enne originario di Palinuro, e trasferito in Irpinia “per amore”: ha apprezzato il buon vino montemaranese quando ha conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie, Nadia Romano, la figlia di Soccorso “Il Cancelliere” titolare dell’azienda vitivinicola. “Da mio suocero ho imparato tutto- racconta Claudio- e così da appassionato di birre, ne ho oltre 300 da tutte le parti del mondo, mi sono resoconto che per quanto ci possa essere cultura, maestria nell’arte del fare la birra, il vino è proprio un’altra cosa”.

Quello di Claudio con il vino è un rapporto fatto di empatia: ha una personale collezione di circa1000 bottiglie, oltre 200 sono prodotte in provincia di Avellino. Per gran parte della giornata Claudio è un informatico per una multinazionale americana che fa distribuzione farmaceutica, quando torna a casa veste i panni del produttore di vino “quello buono- dice- fatto tenendo conto delle peculiarità di questa terra, perché la natura è già di per sé perfetta e l’intervento dell’uomo non deve deturpare, ma esaltare. In Irpinia, il greco, l’aglianico, il fiano non hanno bisogno di nulla, solo di essere trattati nel giusto modo”.
La tua storia con il vino parte da “Il Cancelliere”
Si, tutto quello che so l’ho imparato da mio suocero, poi ho studiato perché le persone come me sono abbastanze metodiche. Crediamo e siamo appassionati di tradizione, di cultura contadina, della cultura di fare il vino però vicino a queste nozioni vogliamo qualcosa che sia in qualche maniera verificabile. Tutto quello che mio suocero mi insegnava prima lo rifiutavo, poi cercavo di confutarlo e poi mi rendevo conto che era tutto frutto della esperienza e della pratica. Io e mia moglie ci siamo anche iscritti a viticoltura e enologia.

Come nasce V.I.T.I?
Io, Luigi Sarno e Angelo Muto siamo amici di vecchia data, abbiano condìviso il progetto dell’associazione costituita nel 2009, che nel 2017 diventa rete d’impresa con una propria personalità giuridica che ci consente di partecipare a tante iniziative. Il nostro stare insieme si fonda sulla collaborazione, nel fatto che ognuno di noi ha un suo preciso ruolo, ha dei precisi confini entro i quali si muove. Il nostro obiettivo è creare molta aspettativa attorno ai nostri vini che sono poi i prodotti di eccellenza di questa zona. Non ci interessa fare numeri o diventare commerciali anche perché noi vinifichiamo solo le uve di nostra produzione. Il nostro mercato, fatto a seconda delle annate di 50/70mila bottiglie, si rivolge ad un target medio alto e soprattutto all’estero: 18 paesi tra cui Hawaii, Australia, America, Svizzera, Francia, Danimarca, Olanda, Svezia, Norvegia, Estonia, Irlanda, Polonia, Germania, Giappone.

Cosa manca per fare il grande salto?
“Avellino ha una delle prime scuole agrarie d’Italia, una zona che ha 3 Docg, tre vitigni che non potrebbero essere più diversi tra di loro per caratteristiche organolettiche, per longevità e che pure sono così vicini. Il problema, secondo me, è nella testa degli irpini: molti di loro non credono nelle potenzialità di questa terra, io si e ho scelto di viverci e fare del buon vino!”