La magia del Don Fà
Lo cherry che incanta il mondo
Per la famiglia de Beaumont, per oltre due secoli latifondista e feudataria a Castelvetere sul Calore, la vinificazione è una tradizione antica. E’ la magia di un processo che ha tempi e ritmi scanditi dalla natura. Senza fretta, senza bruschi colpi di acceleratore, come dal lontano 1600 quando tutto ebbe inizio. “Lavoriamo con metodi naturali: è così che gestiamo le vigne allevate ad Aglianico e Barbera”, precisa Fabio de Beaumont che oggi guida l’azienda di famiglia con il supporto della nonna Sandra, del papà Francesco e dall’agronomo Marco Moccia.

L’azienda agricola opera in filiera corta, dando alla luce prodotti completamente naturali e rigorosamente locali, in tutte le loro fasi. L’amore per una terra che trasforma l’uva in vino e regala continui miracoli è negli occhi di Fabio e Marco che lavorano ogni giorno gomito a gomito, condividendo sogni e progetti. Tutto passa e prende vita tra le loro mani: un talento che arriva dal passato, tramandato in qualche modo in secoli di storia. Documenti storici testimoniano che la famiglia de Beaumont possiede terreni destinati alle attività agricole e produttive dal 1600. Ma solo alla fine degli anni Settanta del secolo scorso gli eredi iniziano a vinificare le uve e a commercializzare il vino, quasi esclusivamente negli hotel e nei ristoranti della provincia di Avellino. “Negli anni ’80 – racconta Fabio – ci siamo trovati di fronte ad un bivio. Mio nonno era avvocato, mio padre lo era diventato e così si decise di puntare sulla giurisprudenza, accantonando l’attività imprenditoriale. Diventammo conferitori di uve, essenzialmente per Mastroberardino”.

La vocazione imprenditoriale di famiglia covava però sotto la cenere. Del resto, in tutta la sua lunga storia, i de Beaumont hanno sempre mantenuto la gestione diretta con scelte, anche coraggiose, portate avanti nel rispetto delle tradizioni e del territorio. Una mission ripresa e rilanciata alla grande dal giovane imprenditore che, supportato dall’instancabile Marco, agronomo dalla sconfinata passione, ama fare continue sperimentazioni e cambiare repentinamente rotta e obiettivi. Il prodotto di punta della produzione è il Don Fà, straordinario e inimitabile risultato della vinificazione delle uve di proprietà, aromatizzate con foglie di amarena e fortificate con poco alcol e zucchero. Il nuovo corso a Castelvetere è nato proprio intorno all’accattivante e avvolgente cherry campano, al quale si è aggiunto il Nocino e il Macchiusanelle vino rosso secco Barbera, ricavato da uno storico vitigno piemontese, importato e impiantato in Irpinia dagli avi di origini francesi. Il Frà Amedeo, inconfondibile Nocino di famiglia, nasce da un’antica ricetta dei frati francescani donata da frate Amedeo alla famiglia de Beaumont nella prima metà del ‘900. Come da tradizione, nella seconda quindicina di giugno, viene raccolto e selezionato a mano il mallo delle noci irpine che, successivamente, viene messo in infusione nell’alcol di cereali con l’aggiunta di cannella, chiodi di garofano e noce moscata, insieme allo sciroppo di zucchero. Il risultato finale è assolutamente straordinario, così come il Macchiusanelle, terzo prodotto di famiglia.
Un’offerta molto apprezzata in Campania, anche se l’esclusiva qualità proposta raccoglie consensi crescenti anche all’estero, soprattutto in America e in Inghilterra. Una produzione di nicchia che regala lampi abbaglianti di qualità, molti apprezzati, per tornare all’Italia, anche in Piemonte e nel Lazio. “Il nostro Barbera, ricavato da un ceppo piemontese, non ha eguali in Campania e non solo”, precisa con orgoglio Fabio mentre accarezza le generose viti di famiglia, diventate negli anni arbusti e tronchi nerboruti. Sospese a mezz’altezza, si sviluppano in orizzontale e sembrano raccontare un mondo lontano, spesso sacrificato nel nome dell’industrializzazione e di una produzione piegata e adattata alle regole della catena di montaggio. “Il nostro è un lavoro in progress, che richiede tempi lunghi e non sempre controllabili. Con Fabio e la famiglia de Beaumont – precisa Marco – ho avuto la possibilità di sperimentare, di andare alla ricerca delle fermentazioni spontanee. Ecco perché arriviamo sempre a prodotti puliti, puri: un obiettivo alto che ci possiamo prefissare perché non siamo legati a protocolli da rispettare”. Una garanzia di qualità esclusiva che si riscontra in tutta la produzione che, nell’ultima annata, si è attestata sui 50 quintali di vino.

Ma la sperimentazione è il filo rosso anche del Relais di famiglia che si adagia placido poco sotto i vigneti di Castelvetere. La struttura, che può ospitare dodici persone distribuite in due appartamenti accoglienti, si affaccia sulla Valle e regala ai visitatori panorami sconfinati e suggestivi squarci d’Irpinia. A disposizione degli ospiti, accolti ogni mattina con una colazione tipica composta esclusivamente da prodotti locali, c’è una splendida piscina, uno specchio d’acqua trattato con sale naturale, baciato da tramonti incantevoli. “Gli ospiti sono soprattutto stranieri che amano andare in giro per la Campania per poi regalarsi ore di assoluto relax nel nostro agriturismo”, aggiunge Fabio che sta lavorando anche al progetto di Irpinia in bici, una proposta di turismo enologico alternativo alla scoperta degli angoli più suggestivi della provincia. “L’Irpinia – conclude il giovane imprenditore – ha potenzialità straordinarie, sfruttate solo in minima parte. Noi siamo pronti a metterci in gioco anche nel turismo con l’auspicio di riuscire a coinvolgere il più possibile il territorio”.