Di Marzo: “La nostra filiera vitivinicola guiderà la ripresa”

 Di Marzo: “La nostra filiera vitivinicola guiderà la ripresa”

Il Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia punta sul territorio per superare l’emergenza Covid e riportare le nostre produzioni d’eccellenza in giro per il mondo

“Il mondo del vino è in forte crisi, inevitabile conseguenza del Covid e di un’emergenza socio-economica, oltre che sanitaria, che ha messo in ginocchio buona parte del mondo produttivo”. Stefano Di Marzo, Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia, si sofferma sul difficile momento che sta vivendo il settore in provincia e nel mondo e invita a fare sistema e ripartire dalla storica vocazione del territorio per risalire rapidamente la china.

Nei mesi scorsi, in piena emergenza Covid, sono stati annullati, uno dopo l’altro, tutti i principali eventi di settore. E’ stata cancellata una lunga serie di fiere e manifestazioni che rappresenta da sempre linfa vitale per gli operatori di settore. “Era inevitabile che finisse così”, osserva Di Marzo. “Il blocco mondiale ha costretto tutti a rinviare ogni appuntamento al prossimo anno. Il danno è stato enorme, ma ora bisogna guardare oltre e ripartire”.

In questa fase non è ancora possibile una stima precisa e dettagliata dei danni prodotti dal Covid, anche se il bilancio finale si annuncia drammaticamente in rosso. “La chiusura forzata del canale Horeca, e quindi di hotel, ristoranti, catering, enoteca e wine bar, ha messo in ginocchio l’intera filiera produttiva, sia viticola che enologica. Parliamo di sbocchi commerciali che interessano l’88 per cento della produzione vitivinicola campana. In Irpinia, poi, questo dato cresce ulteriormente, in quanto la nostra provincia – continua Di Marzo – è composta essenzialmente da piccole e piccolissime realtà imprenditoriali che non possono prescindere dal canale Horeca per promuovere e vendere i propri vini”.

Una situazione di stallo che ha di fatto chiuso quasi tutti i principali mercati di sbocco dei produttori irpini, costretti a barcamenarsi con una crisi di liquidità senza precedenti, destinata ad incidere, oltre che sulla gestione economico-finanziaria, anche sull’attività produttiva.

Il Consorzio irpino si è immediatamente rivolto alla Regione e al Ministero dell’Agricoltura per sollecitare una serie di misure specifiche a sostegno della filiera. “Servono iniezioni di liquidità per tamponare e fermare l’emorragia, ma anche interventi proiettati nel futuro. In questa fase è ancora difficile intravedere una prospettiva concreta di ripresa. Bisogna restare uniti e resistere, magari – osserva Di Marzo – potenziando canali alternative di vendita, a partire dall’e-commerce che può rappresentare una risorsa importante per non perdere contatto con il mercato e provare anche a conquistare nuovi spazi”.

Per il Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia è il momento “di recuperare i valori che ci hanno guidato, fin dall’inizio, ad investire in un settore che, in questa provincia, ha una tradizione importante, fatta di storie di successo, di passione e sacrificio che ci ha portati al prestigioso traguardo delle tre denominazioni Docg”.

In Irpinia la filiera vitivinicola può contare su numeri tutt’altro che insignificanti: nei vigneti irpini lavorano centinaia di vignaioli e sono ormai oltre 200 le aziende che trasformano l’uva in vino e rappresentano la spina dorsale di un tessuto imprenditoriale forte e sano che ha saputo conquistare nel tempo quote di mercato importante a livello mondiale. “E’ da questo straodinario patrimonio umano e di conoscenze che dobbiamo ripartire – conclude Di Marzo – per tornare al più presto in carreggiata e riportare le nostre produzioni di qualità in giro per il mondo”.

Marco Grasso