Dal torrone al vino: Garofalo trionfa anche in città

 Dal torrone al vino: Garofalo trionfa anche in città

Esperti e appassionati nel wine bar dei mille sapori. L’impresa familiare di Dentecane gestisce un locale ad Avellino dove è possibile trovare vini di tutto il mondo. Gerardino: “Il valore aggiunto è la nostra tradizione”

La storia di Garofalo è incisa nel torrone, affonda nella soffice dolcezza del Pantorrone, marchio di famiglia brevettato dal Cavaliere Gerardino Garofalo nel 1965. Garofalo è una storia vincente di impresa familiare, fatta di passione e sacrificio, di gesti ripetuti all’infinito che portano sempre allo stesso straordinario risultato. Il marchio Garofalo di Dentecane, terra e patria del torrone, è antico, antichissimo, risale addirittura al 1876. Roba di epica, più che di imprenditoria, soprattutto dalle nostre parti, dove servono coraggio, forza e determinazione superiori alla media.

Sette generazioni si sono passate nel tempo il testimone del sapere conservando intatta la tradizione, ma guardando sempre avanti e in alto. Perché solo chi sa scrutare con attenzione l’orizzonte può dirsi imprenditore. Come quando Luigi Garofalo, figlio di nonno Gerardino, il padre del Pantorrone, decise di puntare sul vino.

Era il 1991 quando la famiglia Garofalo decide di affacciarsi in città. Ad Avellino apre i battenti un locale alternativo, dove è possibile acquistare formaggi e prodotti di nicchia, tra cui il vino. Non è un esperimento semplice, non tutto va per il verso giusto, soprattutto all’inizio. “La nostra iniziativa non riscosse un successo immediato, fatta eccezione per i vini”, precisa Gerardino, nipote del Cavaliere del Pantorrone.

Passano gli anni e l’enoteca cresce passo dopo passo, conquistando, grazie ad un’offerta ricercata e diversificata, nuove fette di mercato.

La famiglia Garofalo, che ha sempre mantenuto il quartier generale della sua attività a Dentecane, decide così, a luglio 2014, di inaugurare il wine bar, accogliente vineria nel centro della città dove è possibile degustare vini di tutto il mondo, in abbinamento con formaggi e salumi particolari e piatti tipici cucinati al momento.

Il wine bar è diventato in poco tempo punto di riferimento di appassionati e amanti del vino. Ospita e organizza degustazioni e momenti di confronto internazionale tra produttori ed esperti di settore. Nel caldo e avvolgente locale di Corso Europa il vino è leggenda e piacere da condividere, da vivere fino in fondo. “Puntiamo molto sui vini esteri – aggiunge Gerardino – per i quali ci arrivano ormai richieste da tutt’Italia. Nella nostra enoteca ci sono naturalmente anche i vini irpini, ma abbiamo deciso di dare spazio soprattutto alle produzioni extraprovinciali. Una scelta immaginata per non danneggiare i tanti locali cittadini che hanno investito esclusivamente sui marchi locali”.

Anche l’impresa del vino è a conduzione strettamente familiare. Insieme ai due Gerardino, nonno e nipote, e a Luigi, lavorano Adriana Di Meo, moglie di Luigi di origini francesi, gli altri due fratelli di Gerardino, Gabriele e Giuliano, e altri zii e cugini. La squadra è forte e compatta, e la lunga storia di successo è lì a confermarlo, ogni giorno.

“Non abbiamo una carta dei vini, poche righe non bastano a descrivere la nostra offerta. Preferisco raccontarli io personalmente ai tavoli, perdendo qualche minuto con la clientela. È anche l’occasione per promuovere e far conoscere la nostra offerta, davvero ampia e diversificata”.

Per il torrone di casa Garofalo c’è sempre uno spazio nel curatissimo menu, rinnovato ogni giorno con piatti particolari e prodotti di nicchia che arrivano da tutt’Italia. “Il torrone è molto richiesto, anche i nuovi gusti, come wafer o noce brasiliana con mirtilli. A breve – annuncia Gerardino – lanceremo anche quello alle olive. L’abbinamento con i vini è diventato un must per molti dei nostri clienti”.