Todisco: le Aree interne sono una opportunità per il Paese

 Todisco: le Aree interne sono una opportunità per il Paese

Emergenza Covid, la Regione Campania al lavoro verso un nuovo modo di vivere il territorio 

“È finita e deve finire la retorica del piccolo mondo antico, della visione nostalgica e romantica che fa innamorare chi, abitando nelle aree metropolitane e urbane, vede nei piccoli borghi interni l’incanto del paesaggio” non usa mezzi termini Francesco Todisco,  il consigliere delegato dal Presidente Vincenzo De Luca alle Aree Interne della Campania.

Ma quali sono queste necessità che sono emerse con forza in seguito all’emergenza Covid?

La prima fra tutte, la tecnologia applicata ai servizi ospedalieri e diagnostici e la riorganizzazione della medicina territoriale. Pensiamo solo per un momento, quante vite si sarebbero potute salvare e quanti contagi evitare se tante persone avessero potuto usufruire di una telemedicina, all’altezza della sfida, nelle nostre comunità. I provvedimenti necessari per il distanziamento “sociale”, utili a evitare la propagazione del contagio, hanno messo al centro la rete e le sue opportunità. Dal telelavoro alla teledidattica. Tutti elementi che potrebbero consentire a chiunque di abitare nelle nostre piccole comunità, senza per forza trasferirsi nelle grandi città sedi di uffici e centri di competenza. Ma per far ciò è necessario che le infrastrutture tecnologiche siano all’altezza. Oggi viviamo uno stato di disuguaglianza territoriale inaccettabile. Una recente ricerca ci dice che solo il 40% circa delle famiglie irpine e sannite possono connettersi alla rete in modo dignitoso.

Troppo presenti ancora parole come disuguaglianza e marginalità

L’economia mondiale dovrà avere un pensiero rivoluzionario che spazzi via tanti clichè e tanti miti. L’orizzonte è, come sempre, l’uguaglianza. Non è più pensabile che si abbiano possibilità diseguali a seconda del luogo dove si è nati e dove si sceglie di vivere; è così nel mondo e non, giriamoci intorno, è così anche nella nostra nazione. Le disuguaglianze sono tutte inaccettabili quali ne siano le fonti. Le aree marginali, abbandonate dal pensiero economico dominante, hanno in questo dramma la possibilità di essere una soluzione per tutti non solo per chi ci abita. Un diverso rapporto fra mondo della produzione, rispetto dell’ambiente e presenza dell’uomo. Un nuovo pensiero che sappia rendere strumenti i processi tecnologici e non farsene dominare. Una rivoluzione culturale, ancor prima che economica, che ci è imposta da questi tempi nuovi. Un dovere per riscattare la memoria e la sofferenza di tutti coloro che a causa di questa pandemia hanno perso la vita, amici, parenti. Un dovere, ecco.

Marina D'Apice