Sistema Irpinia. Cagnazzo: troveremo il nostro spazio nel mondo

 Sistema Irpinia.  Cagnazzo: troveremo il nostro spazio nel mondo

La Presidente della Fondazione chiama a raccolta il territorio: “Al lavoro per colmare il gap infrastrutturale e formare nuove figure professionali”

“Avellino e l’Irpinia possono puntare su un turismo di nicchia, esperienziale che, proprio nell’attuale fase post-Covid, è destinato a crescere notevolmente. Un turismo slow che ha prospettive interessanti anche in ambito internazionale. Come Fondazione siamo impegnati ogni giorno per capitalizzare quest’opportunità e inserire l’Irpinia in nuovi circuiti”. Donatella Cagnazzo, presidente della Fondazione Sistema Irpinia della Provincia di Avellino, ha deciso da tempo di scommettere sull’Irpinia e su un territorio “che ha solo bisogno di organizzazione e programmazione. Stiamo lavorando ad un sito dedicato all’Irpinia, una piattaforma in grado di promuovere il territorio e dare informazioni e indicazioni a turisti e visitatori. In quest’ottica vogliamo dotare l’intero territorio di una rete di info-point, il primo dei quali sarà aperto in città, sotto la sede della Provincia”. Reduce da un’esperienza a Caserta, Cagnazzo si sofferma sulle potenzialità locali. “A Caserta tutto ruota intorno alla Reggia. Certo, ci sono migliaia di turisti che vengono a visitarla, eppure non si è mai riusciti a creare indotto, a far conoscere altri luoghi vicini. Ancora oggi la gran parte dei turisti che arriva a Caserta non vi pernotta, preferendo per un soggiorno più lungo Napoli, Pompei o la Costiera Amalfitana. In Irpinia la sfida è trattenere più giorni chi arriva magari per andare a Montevergine o visitare il Goleto o fare tappa in una delle tante aziende vitivinicole della provincia”.

Come si fa a far conoscere l’Irpinia?

Creando degli eventi, penso al vino, ma non solo. Occorre istituzionalizzare degli appuntamenti fissi nel corso dell’anno in grado di richiamare turisti e visitatori da tutt’Italia e anche dall’estero. Mi piace prendere Merano come modello: un piccolo centro simile ad Avellino che ha saputo conquistarsi una centralità importante con una serie di eventi, come il “Merano Wine Festival”. Quello spazio, il giorno dopo la fine della manifestazione, viene immediatamente riorganizzato per ospitare i mercatini di Natale. So benissimo che il Trentino ha uno straordinario appeal turistico ma, con le dovute proporzioni, l’Irpinia può accogliere un turismo di qualità.

Quali sono i punti di forza dell’Irpinia?

L’Irpinia è un territorio vario che vanta peculiarità artistiche, naturalistiche ed enogastronomiche importanti. Per sfruttare questo trend e una fase storica che penalizza soprattutto le grandi città d’arte, bisogna organizzarsi e aggiornarsi sotto tutti i punti di vista. Come infrastrutture, sia materiali che immateriali, ma anche come personale: servono professionalità nuove, di alto livello. La Fondazione e la Provincia stanno lavorando ad un progetto di formazione al termine del quale i giovani potranno conseguire la mini-laurea, la triennale in Beni Culturali. E’ chiaro che dovrà essere un percorso di formazione innovativo che tenga conto delle nuove tendenze del turismo, che sappia incrociare e soddisfare i bisogni dei clienti.

Molte zone della nostra provincia sono ancora isolate.

Stiamo provvedendo ad una digitalizzazione diffusa che interessi tutto il territorio: l’Irpinia deve essere messa in rete, questo è un gap che va colmato rapidamente. Stiamo operando a 360 gradi: se vogliamo sfruttare quest’opportunità dobbiamo essere pronti e organizzati sotto tutti i punti di vista. Una volta terminato questo processo si potrà pensare anche alla commercializzazione del territorio.

Come sta rispondendo il territorio alle sollecitazioni che arrivano dalla Fondazione?

In Irpinia c’è un tessuto produttivo dinamico, competitivo. In questi primi mesi di lavoro ho avuto la possibilità di confrontarmi con diversi imprenditori del settore vitivinicolo e agroalimentare, riscontrando grande disponibilità a confrontarsi e collaborare. A breve convocherò un tavolo istituzionale per avviare un percorso che deve essere di assoluta condivisione. Il Sud, e la Campania non fa certo eccezione, paga spesso un eccessivo individualismo, ma ora bisogna voltare rapidamente pagina e iniziare a fare rete sul serio.

Presidente Cagnazzo, se la sente di prendere degli impegni precisi? Secondo lei che prospettive può avere il turismo in Irpinia?

Non è nel mio stile fare proclami, ma io credo che l’Irpinia possa davvero trovare un suo spazio nel mondo. Qui ci sono punti di forza di grande appeal e un territorio ancora incontaminato, elementi che oggi sono più ricercati che mai. E’ chiaro che questa provincia non potrà mai fare numeri altissimi, che peraltro non sarebbe in grado di gestire, ma credo possa ritagliarsi uno spazio significativo nel turismo esperienziale che oggi rappresenta un flusso in continua espansione.

Marco Grasso