Savignano Irpino tra arte, natura e sapori

 Savignano Irpino tra arte, natura e sapori
di Tina Caterino

Terra di mezzo, di confine, dove cultura e sapori campani e pugliesi si intrecciano fino a fondersi. Terra di gente semplice, di strade silenziose, di profumi e colori.

Questo è Savignano Irpino, piccolo borgo in provincia di Avellino, situato al confine con la Puglia. Adagiato tra le verdi colline della Tombola e del Calvario, Savignano domina la Valle del Cervaro.

Dal 2016 è inserito nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia” e nel 2019 ha ricevuto il conferimento della “Bandiera Gialla” dalla “Federazione Nazionale A.C.T. Italia”, l’Associazione dei Campeggiatori Turistici italiani.

Meta ideale per chi ama la vita lenta e tranquilla e per chi desidera  trascorrere un po’ di tempo lontano dal caos delle grandi città. Qui, nei mesi estivi, è possibile partecipare a diverse manifestazioni culturali, religiose e gastronomiche, come “Savignanestate”,  appuntamento che durante il mese di agosto, ormai da circa quarant’anni, vede l’organizzazione di numerosi eventi, manifestazioni e concerti, grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e le Associazioni del territorio.

Nella prima decade di agosto, inoltre, a Savignano si svolge ogni anno la “Sagra delle orecchiette” con la pasta che, come da tradizione, è rigorosamente realizzata dalle sapienti mani delle donne del paese. A questa – che dal 1977 costituisce un appuntamento storico che richiama centinaia di affezionati anche dalle vicine Province – da qualche anno si è affiancata la “Sagra dei cicatielli e fagiolini”, altro piatto tipico savignanese.

Savignano è dotato anche di attrezzature e impianti sportivi di notevole interesse: una piscina comunale, un campo da calcio, uno da calcetto, e ancora campi da tennis e un bocciodromo.

Un paese ricco di storia, di arte e tradizioni, dove tempo libero e relax convivono, grazie a tranquille passeggiate nel centro storico, per ammirare bellezze architettoniche, e a piacevoli escursioni nella natura pura e silenziosa.

Il borgo medievale si sviluppa tra la Chiesa Madre di S. Nicola e S. Anna – eretta su un edificio sacro di epoca medievale, e dotata di un campanile sorto come torre di avvistamento – e il Castello Guevara, edificio di origine normanna che prende il nome dalla famiglia spagnola che per lungo tempo ha dominato queste terre.

All’interno della Chiesa Madre è custodita la statua lignea settecentesca di Sant’Anna, protettrice di Savignano, venerata e portata in processione per le strade del paese in occasione della festa religiosa in suo onore che si tiene ogni anno il 25-26-27 luglio.

Altri luoghi di culto di particolare interesse sono la Chiesa del Purgatorio – risalente al XIX secolo, con campanile il cui orologio scandisce le ore savignanesi – e la Chiesa della Madonna delle Grazie, conosciuta anche come “Chiesa del popolo”, perché a volerne la costruzione furono, nel XVII secolo, i contadini locali.

Chiesa del Purgatorio

Tra gli edifici civili di particolare interesse vi è Palazzo Orsini, realizzato nel 1727 per volere di Papa Benedetto XIII, e concepito come luogo di accoglienza per i pellegrini di passaggio nella zona. Attualmente sede del Municipio.

Simbolo del paese è, senza dubbio, la Fontana Angelica, denominata dai Savignanesi “Fontana delle papere” per la presenza di tre anatre in ghisa dai cui becchi sgorgano le fresche acque delle sorgenti del Monte Sant’Angelo.

L’attività di promozione turistica è svolta dal SIAT (Sportello di Informazione e Accoglienza Turistica) dove è possibile ricevere informazioni sui percorsi turistici e prenotare visite guidate nel centro storico e nei laboratori tipici della zona, che tradizionalmente si occupano di disegno e pittura su pietra, produzione dell’olio e di lavorazione a mano della pasta.

Savignano è il paese dove ogni abitante delle grandi città vorrebbe vivere, ma da dove i giovani sono costretti ad emigrare in cerca di lavoro. Ma sempre con molta nostalgia, e portando sempre con sé il paese nel cuore. Perché come scrive lo scrittore irpino Mike J. Pilla nel suo romanzo “Goodbye Irpinia” «Puoi provare a lasciare il paese, ma è il paese che non ti lascerà mai».