Matteo Piantedosi e la sua Irpinia: “Un legame che ruota attorno ai sentimenti più profondi”

 Matteo Piantedosi e la sua Irpinia: “Un legame che ruota attorno ai sentimenti più profondi”

Il nuovo Prefetto di Roma ai giovani dice: “Coltivate l’orgoglio di costruire un futuro per i vostri territori”

Eccellenza, le Sue origini irpine costituiscono un vanto e motivo d’orgoglio per la comunità avellinese.

Le mie origini irpine sono motivo d’orgoglio e vanto anche per me, e non solo per una questione affettiva. Ritengo la mia terra d’origine, senza voler evocare parallelismi e similitudini che non mi competono, fucina di grandi intelligenze, ma anche di grandi esperienze del quotidiano, di senso civico, di antiche tradizioni. Sono orgoglioso della mia appartenenza e cercherò sempre, in ogni modo, di dare il mio contributo perché queste tradizioni e questo senso di civiltà siano sempre coltivati e rappresentati.

Una carriera al servizio dello Stato, e oggi Prefetto della Capitale d’Italia, una città bella e complessa.

Non v’è dubbio: Roma ha un’estensione territoriale molto ampia – 7 volte Milano e 10 volte Napoli – ed una popolazione che non ha pari in Italia. Peculiarità che, anche in ragione di ciò che ruota attorno alla Capitale, moltiplicano ulteriormente le complessità con cui confrontarsi.

Una città vasta, complessa, bellissima. Vivo l’orgoglio di essere stato nominato Prefetto di Roma non solo per l’incarico che sto ricoprendo, ma anche soprattutto perché in questo territorio vi sono innumerevoli impegni da assolvere e, la consapevolezza di poter dare il mio contribuito, stimola in me massimo impegno e nuove prospettive.

Le difficoltà economiche in un momento così delicato rischiano di minare il tessuto sociale del Paese.

Le difficoltà economiche saranno il vero tema da affrontare quando tutto ciò sarà passato. Lo stress a cui il Paese è sottoposto da molti punti di vista e l’incidenza su quelli che sono i circuiti economici sicuramente saranno le questioni da affrontare. Anche a Roma si ha la percezione che l’area dei gruppi sociali più disagiati si vada estendendo per effetto di queste difficoltà. La vera scommessa degli amministratori pubblici e anche dei rappresentanti delle Istituzioni sarà di attenuare il più possibile l’impatto e nello stesso tempo programmare le iniziative per la ripresa. Le occasioni ci saranno perché l’Italia è una straordinaria fucina di opportunità: dopo la crisi si ripartirà in maniera diversa e più aderente a quelle che sono le caratteristiche del nostro Paese.

Lei è vicinissimo all’Irpinia, vuol raccontarci qualcosa di questo legame.

Sono nato a Napoli, mia mamma era napoletana, ma profonde sono le radici, da parte di mio padre, in Irpinia: e ad Avellino ho vissuto fin alla mia giovinezza. Non c’è dubbio che i momenti più importanti della vita, quelli in cui si forma la persona, li ho vissuti lì e questo ha un significato enorme. Per me l’Irpinia è fatta di odori, di sapori, di ricordi, di memoria, di sensazioni molto legate anche alle caratteristiche del paesaggio. E’ qualcosa che ruota molto attorno ai sentimenti e alle sensazioni più profonde.

Un Suo augurio all’Irpinia per il 2021.

L’augurio all’Irpinia per il 2021 e per gli anni a venire non è molto distante da quello che si può formulare nei confronti del resto del Paese: che l’esperienza di questa pandemia vissuta nel corso del 2020 possa costituire uno di quegli eventi della esistenza umana sulle cui ceneri possa prendere forma un futuro migliore. Per quanto riguarda l’Irpinia nello specifico c’è una grande scommessa: immaginare un futuro che ne arresti il processo di spopolamento, soprattutto alle aree interne. Io vengo da un paesino alle pendici del Partenio, Pietrastornina, che al pari di molti paesini dell’Irpinia vede i suoi giovani cercare altrove nuove opportunità. Questo è il vero tema: far ripartire il futuro del nostro paese, in particolare delle piccole realtà, significherà soprattutto rideterminare i presupposti perché possa essere soddisfacente e gratificante anche rimanervi e quindi vivere l’orgoglio di dare il proprio contributo allo sviluppo e alla vita dei propri luoghi di origine.

Marina D'Apice