L’Arma dei Carabinieri sempre più vicina alle fasce deboli

 L’Arma dei Carabinieri sempre più vicina alle fasce deboli

L’intervista al Colonnello Luigi Bramati al Comando dei Carabinieri di Avellino

Si è insediato lo scorso settembre ad Avellino, che idea ha di questo territorio?

Sono molto contento di essere qui, è una provincia bellissima dal punto di vista naturale e culturale. Un territorio che definirei “carsico” che con la sua varietà mostra anche tutte le sue complessità. Noi siamo presenti con 7 Compagnie e 67 Stazioni.

Accanto alla normale attività siete chiamati a far fronte alla emergenza Covid.

L’Arma dei Carabinieri è sempre stata caratterizzata dalla vicinanza alla popolazione: vive le stesse esperienze, talvolta anche drammatiche, come il terremoto del 23 novembre 1980, quando fummo i primi a rispondere alle richieste di aiuto. L’emergenza di questa pandemia ha rafforzato in noi l’impegno a stare maggiormente vicino alla gente e a supportarla in un momento in cui ci è ancor più necessario il controllo del territorio, la repressione dei reati e la protezione della cittadinanza. Gli eventi drammatici e le difficoltà della gente in generale sono naturalmente un terreno di conquista per la criminalità comune o organizzata. Fenomeni come la pandemia aprono degli squarci nel tessuto sociale dove le organizzazioni criminali, ma anche il comune delinquente tentano di inserirsi.

La sicurezza del cittadino al centro dell’attività dell’Arma.

Esistono i concetti di sicurezza percepita e sicurezza reale, poi c’è una evoluzione del concetto di sicurezza percepita che è la sicurezza condivisa. Su questo sto improntando la mia azione di comando: è la condizione di sicurezza tra la forza dì polizia e la cittadinanza. Il cittadino si deve sentire sicuro, partecipe della sicurezza propria e della propria comunità quindi fornisce informazioni delle sue paure e di quello che vede e il carabiniere adatta il dispositivo per sconfiggere il crimine e riportare le migliori condizioni di tranquillità in una comunità.

Ad Avellino una struttura di eccellenza per le vittime di violenze.

Si, presso il Comando provinciale, c’è una “Aula protetta” punto di riferimento anche per le altre Forze dell’Ordine: uno spazio riservato dove donne, minori e tutte le vittime di violenza di genere possono raccontare degli abusi subiti e con l’ausilio di personale specializzato essere aiutati a riconquistare la dignità e serenità perdute. L’Arma può contare sulla importante attività di una donna carabiniere opportunamente formata.

Cosa si aspetta per il 2021?

Il mio augurio è che la provincia di Avellino sia sempre più bella anche grazie al lavoro dei carabinieri.

Marina D'Apice