FLUMERI, Città dell’Olio e della passione contadina

 FLUMERI, Città dell’Olio e della passione contadina

Il “Ravece” è uno dei prodotti di eccellenza di un territorio ancora incontaminato

Flumeri si affaccia dal dorso di una collina suggestiva, a circa 630 metri di altezza sul livello del mare. Il suo territorio, ancora in buona parte incontaminato, è circondato da due fiumi, l’Ufita e il Fiumarella. Un pezzo d’Irpinia che ha il sapore forte e profondo delle tradizioni, figlie di una vocazione agricola che neanche le alterne vicende di alcuni insediamenti industriali sorti negli anni del post-terremoto ha mai cancellato del tutto. Flumeri è terra di grano, ma soprattutto Città dell’olio per la significativa presenza della cultivar Ravece, fiore all’occhiello di una produzione di assoluta qualità ricavata da 200 ettari di oliveti, affidati alle mani di poco più di 300 produttori.

“Il settore, grazie anche ad una professionalità sempre più diffusa, è cresciuto molto negli ultimi anni”, racconta Nicolino Del Sordo, consigliere comunale di Flumeri con delega alla valorizzazione dei prodotti tipici e membro della giunta nazionale dell’associazione “Città dell’Olio”. “I frantoi, che una volta sembravano officine meccaniche, oggi sono laboratori di analisi, strutture all’avanguardia e tecnologicamente avanzate”.

L’imbottigliamento è affidato a macchine e figure professionali specializzate che garantiscono il rispetto dei tempi di tutte le fasi di lavorazione e produzione. Il risultato finale è un olio di qualità eccelsa, punta di diamante di un settore che ha ancora tante potenzialità inespresse.

“Il comparto paga ancora un’eccessiva polverizzazione in piccoli appezzamenti e, soprattutto, la cronica resistenza a fare rete, a collaborare”, aggiunge Del Sordo. “Non è un fattore positivo neanche il diffuso associazionismo che, se da un lato conferma la grande attenzione che c’è verso questo settore, dall’altro contribuisce a creare confusione e a disperdere risorse e competenze. Un limite che paghiamo a caro prezzo sul mercato, dove non sempre siamo pronti a soddisfare una domanda crescente, soprattutto per il nostro Ravece”.

FLUMERI, Città dell'Olio e della passione contadina

La comunicazione e il marketing sono le leve sulle quali agire per il salto di qualità. “Come Associazione “Città dell’Olio” abbiamo lavorato con molta attenzione sul territorio, attraverso l’organizzazione di eventi di promozione, anche con chef stellati, e momenti di formazione e orientamento con gli studenti”.

Promuovere una straordinaria eccellenza del territorio con l’obiettivo di aprire il sipario su un territorio dal grande fascino è la sfida che attende Flumeri per i prossimi anni. “Siamo impegnati ormai da tempo in una capillare attività di sensibilizzazione dei consumatori verso una scelta di qualità. Così come per il vino – osserva Del Sordo – anche per l’olio auspichiamo che arrivi presto nei ristoranti la carta in cui ne siano spiegate e illustrate caratteristiche e provenienza. E’ una sfida importante che richiede un sostegno forte e condiviso da parte della politica che deve affiancare, con misure ad hoc, imprenditori e operatori”. 

Quello di Del Sordo è un appello alla collaborazione, alla condivisione. “Il settore ha i numeri e le potenzialità per un ulteriore salto in avanti, ma serve il contributo di tutti, ognuno per la propria parte. C’è bisogno di un’azione di marketing e comunicazione mirata e continua che faccia conoscere e apprezzare le nostre produzioni e, soprattutto, un territorio di grande fascino come l’Irpinia”.

In questo senso la nuova legge sull’oleoturismo potrà dare una mano importante a sostenere un processo di sviluppo che punti alla valorizzazione delle produzioni di eccellenza e del patrimonio storico-naturalistico locale.

“Il turismo esperienziale può avere uno sviluppo importante in provincia. L’emergenza Covid, e la conseguente esigenza di andare alla ricerca di luoghi isolati e sicuri, può agevolare questo processo di riconversione verso un turismo selezionato, di nicchia che punti su aree meno conosciute, ancora fuori dai circuiti del turismo di massa. E’ una sfida importante, in cui Flumeri, e più complessivamente l’Irpinia, possono essere protagoniste assolute. E’ arrivato il momento di alzare l’asticella, facendo leva anche su una classe imprenditoriale giovane e pronta a rispondere alle sollecitazioni che arrivano da un mercato – conclude il consigliere comunale – sempre più condizionato dalle nuove tecnologie e dalle dinamiche dei social, fondamentale strumento di comunicazione”.

Marco Grasso