Da Nusco gli ultracongelatori per trasportare i vaccini anti-Covid

Richieste da tutto il mondo per i freezer in grado di mantenere la temperatura costante di -70°: a febbraio le prime consegne

Emergenza Covid, Irpinia protagonista della campagna di vaccinazione. Riflettori internazionali accessi sulla Desmon di Nusco dopo l’annuncio al mondo della costruzione di “ultra congelatori non alimentati” in grado di mantenere una temperatura costante di -70° gradi necessaria per il trasporto dei vaccini anti-Covid basati su RNA, come quelli della società farmaceutica Pfizer.

“Ci attende una sfida importante, di grande responsabilità”, precisa Corrado De Santis, CEO dell’azienda leader nella produzione di frigoriferi industriali e apparecchiature di refrigerazione per laboratori scientifici e per il settore Horeca. “Siamo orgogliosi – precisa – di poter dare il nostro contributo in una fase così importante e delicata per la salvaguardia della salute collettiva”.

De Santis, che guida l’azienda in stretta collaborazione con il fratello Ciriaco (Direttore Ricerca e Sviluppo) e la moglie Federica Vozzella (Direttore Generale), non si lascia distrarre dalle luci abbaglianti della vetrina mediatica. “Fa piacere, è inutile negarlo, ma non ci deve far perdere di vista, neanche per un attimo, i nostri obiettivi. Contiamo di avviare entro gennaio la produzione dei congelatori per poi, da febbraio, una volta superati i test, partire con le prime consegne”.

Fondata dalla famiglia De Santis nel 1994, come azienda per la commercializzazione di attrezzature tecnologiche per il settore Horeca, la Desmon debutta quattro anni dopo nel mondo della produzione con l’acquisizione di un marchio storico della refrigerazione professionale e la costruzione dei primi frigoriferi professionali con marchio proprio. Nel 2015 entra a far parte della Middleby Corporation, una società americana di apparecchiature per la cottura e il processo industriale e commerciale quotata in borsa al Nasdaq con sede a Elgin, Illinois.

La divisione Scientific della “Desmon” produrrà non solo gli ultra congelatori capaci di conservare i vaccini anti Covid Sars 2 a temperature stabilizzate a -70 gradi, ma anche quelli, già in produzione da anni, a temperature diverse per gli altri vaccini.

Presidente, come nasce questa nuova avventura?

Tutto inizia ai primi di luglio, quando da contatti con enti governativi in stretto contatto con l’azienda farmaceutica “Pfizer” viene fuori l’esigenza di creare per il trasporto un prodotto in grado di mantenere, per tempi lunghi, una temperatura costante di -70°. Una richiesta non semplice alla quale abbiamo trovato una risposta grazie anche al lavoro realizzato qualche anno fa in collaborazione con il CNR e la Pluris che si occupa della progettazione e della commercializzazione dei nostri prodotti.

Si parla già di circa 5mila richieste provenienti da tutto il mondo.

Sì, i numeri sono questi. Ultimamente abbiamo ricevuto richieste anche da Hong Kong, dal Messico e dall’Australia. L’interesse è mondiale, ce lo dicono anche molti dei nostri distributori presenti negli ottanta Paesi in cui siamo presenti. In questa fase però possiamo parlare solo di richieste: gli ordini li accetteremo solo una volta che i prodotti saranno pronti per essere venduti.

Immagina un sovraccarico di lavoro e stress per la produzione dei nuovi congelatori?

Siamo abituati a gestire picchi di produzione, lavoriamo con grosse catene americane che gestiscono migliaia di ristoranti. Quando decidono di cambiare un frigorifero o un altro macchinario fanno arrivare delle commesse cospicue che dobbiamo essere pronti a smaltire in poco tempo. Il principio è lo stesso, non avremo problemi.

La nuova sfida sarà una straordinaria vetrina per tutta l’Irpinia.

Siamo orgogliosi di poter contribuire ad una sfida così importante che coinvolge anche altre due aziende campane, con le quali stiamo portando avanti progetti molto importanti. Con il Gruppo Bruno di Grottaminarda, specializzato nella produzione di gruppi elettrogeni, stiamo lavorando ad un container per il trasporto in massima sicurezza dei nostri congelatori e, quindi, dei vaccini. Per la stessa finalità, la Tecnam di Capua, azienda leader nella realizzazione di velivoli per l’Aviazione Generale, equipaggerà alcuni aerei. Si tratta di velivoli ad alta contenuto tecnologico e molto agili, capaci di atterrare in uno spazio di 350 metri. La fase del trasporto è fondamentale, importante come quella produttiva. La soluzione Pfizer, che punta sul ghiaccio secco, ha ancora delle aleatorietà, come la temperatura esterna o la gestione della fase di cambio del ghiaccio che potrebbe essere causa di choc termici per il vaccino. Bisogna valutare con attenzione tutti gli aspetti.

Marco Grasso