Zorama: “Che emozione la mia canzone interpretata dalla grande Mina”

 Zorama: “Che emozione la mia canzone interpretata dalla grande Mina”

Porta la firma dell’artista di Sirignano il brano “Il tuo arredamento” inserito nell’album “Maeba”

“La collaborazione con Mina è stata una straordinaria opportunità. Diversi addetti ai lavori mi avevano detto che aveva l’abitudine di leggere tutto il materiale che le veniva recapitato, ma non avrei mai immaginato che potesse scegliere proprio le mie proposte”. Mariano Rongo, meglio noto al pubblico come Zorama ha firmato “Il tuo arredamento”, brano inserito nell’album “Maeba” della straordinaria interprete italiana, premiato con il disco d’oro. Originario di Portici, Zorama vive da anni in Irpinia, a Sirignano.

“E’ stata un’emozione unica sentire il mio brano cantato dalla più bella voce italiana. Sembra assurdo, ma i brani li ho scelti praticamente a caso. Erano sul mio PC ed un amico mi aveva detto, la sera prima, di provare ad inviare a Mina qualche mio pezzo. Detto fatto”. Prima di Mina, Zorama aveva incrociato lungo il suo percorso artistico un’altra stella della musica italiana, Claudio Baglioni con il quale ha condiviso a Viterbo, in un’esibizione improvvisata che gli è rimasta nel cuore, la bellissima “Avrai”.

Così come vanno menzionati altri incontri musicali con artisti del calibro di Edoardo Bennato, Francesco Baccini ed Enzo Gragnaniello. La collaborazione con Mina ha acceso sull’artista napoletano le luci della ribalta e della notorietà, ma Zorama aveva già un percorso artistico ben definito, con diversi album alle spalle ed un altro in lavorazione. L’ultimo, “Virus in Fabula”, con una copertina artistica disegnata a mano a tecnica mista dal pittore e scultore Prisco De Vivo, contiene 12 brani a lunga durata che spaziano dal progressive alla psichedelia, incuneandosi attraverso una scrittura cantautorale complessa, impegnata, articolata e ben radicata nel tempo.

Zorama è molto attento alle dinamiche che interessano una provincia che fatica a dare voce e spazio alla musica e all’arte più in generale. “Se penso ad Avellino penso al paese di Gesualdo, una comunità dove ogni manifestazione viene portata avanti con attenzione e grande passione. Mi sembra un modello positivo, da esportare in altri contesti, anche nello stesso capoluogo dove, nonostante la presenza di un grande contenitore come il Teatro “Carlo Gesualdo”, si fa fatica ad emergere, a creare un percorso di sviluppo incentrato sulla cultura. Avellino e l’Irpinia sono realtà interessanti che possono e devono crescere anche sul fronte culturale. Anche l’attuale fase di emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci deve spingere a trovare nuove strade, a sperimentare percorsi alternativi che possono risultare vincenti in un contesto piccolo ed a misura d’uomo come l’Irpinia. Spero che questa provincia possa imparare in fretta a valorizzare le straordinarie risorse di cui è stata dotata, altrimenti – conclude con una punta di amarezza – sarà destinata ad essere percepita sempre e solo come una provincia naturalisticamente interessante, dove si mangia bene ed è piacevole trascorrere qualche ora di svago”.