U.S. Altavilla 2016

 U.S. Altavilla 2016

La passione per il calcio come impregno per il territorio

Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio”, diceva Borges. Perché il campionato delle serie maggiori, quel circuito fatto di “sportivi star” che guadagnano cifre da capogiro e riempiono le pagine dei quotidiani, è soltanto la cima di una piramide dove i mattoni sono i tanti appassionati che, spesso, attraverso questo gioco, non puntano alla fama né al denaro, bensì a creare comunità e a trasmettere i buoni valori degli sport di squadra.

È questo il caso della asd U.S. Altavilla 2016, nata dalla volontà di alcuni ragazzi dell’omonima cittadina irpina di coinvolgere i propri coetanei in un progetto, e anche di restituire al paese una prima squadra, «perché da qualche anno erano presenti soltanto le giovanili e per le persone più grandi non c’era molto spazio», racconta il presidente Alessio Gaeta. Una carica meramente formale, ci tiene a sottolineare, perché ad occuparsi del team è un intero gruppo, completato da Francesco Severino, Luca Troisi, Luca Spinello e Mario Vello. Spinti dall’entusiasmo e predisposti in tutto ciò che riguarda l’organizzazione e la gestione, Gaeta e gli altri hanno fatto una scelta decisamente controcorrente e hanno deciso di impegnarsi, invece che sul campo del calcio giocato, più dell’aspetto dirigenziale, e di lasciare che a far scivolare il pallone sull’erba fossero i giovani del paese: «U.S. Altavilla era il nome di una squadra storica della città, abbiamo voluto omaggiarla aggiungendo l’anno della rifondazione. Il primo anno abbiamo disputato il campionato di III categoria, con il solo scopo di divertirci. Avevamo in rosa tutti ragazzi altavillesi poco più che ventenni e anche noi “dirigenti” non eravamo poi così esperti. L’anno successivo abbiamo avuto degli innesti di giocatori un po’ più grandi e siamo arrivati fino ai playoff, mentre nella stagione ‘18-‘19 abbiamo iniziato a coinvolgere sul campo anche persone dei paesi vicini, come Grottolella, Montefredane o Roccabascerana, ed effettuato il ripescaggio in II categoria».

È in quest’annata che l’U.S.Altavilla conosce Gherno Giannasca, che porta il gruppo alla vittoria del campionato nonostante l’impossibilità di allenarsi e disputare le gare tra le mura amiche: «Dal dicembre 2018 sono iniziati dei lavori di ristrutturazione e adeguamento della sicurezza del campo di Altavilla, così le nostre partite “in casa” si sono svolte a Cesinali e gli allenamenti a Montefredane. Ma siamo riusciti a portare avanti un campionato quasi perfetto, abbiamo perso solo l’ultima partita». Ovviamente l’emergenza covid ha rallentato anche i lavori che, però, dovrebbero terminare entro la fine del 2020 e dare all’U.S. Altavilla il suo campo, dopo una nuova stagione che era ricominciata sempre da ospiti, a Pratola Serra. Da un anno poi, la società ha raddoppiato gli sforzi ed è riuscita ad allestire anche la formazione per disputare il Campionato Juniores Under 19, per consentire anche ad altri ragazzi di prendere parte al progetto: «Qui in paese c’è la Hellas Altavilla, un’associazione che opera con bambini e ragazzini dai 5 fino ai 14 anni, e con la quale abbiamo anche instaurato delle fruttuose collaborazioni. Poi ci siamo noi con il campionato di categoria. Restavano fuori dei ragazzi troppo grandi per le giovanili e non ancora pronti per la prima squadra, così abbiamo formato anche un settore juniores – guidato da un giovane allenatore del posto, Antonio Pascale – e partecipato alle competizioni».

Per i dirigenti dell’U.S. Altavilla è una grande responsabilità, ma anche un bel motivo di soddisfazione: «Includiamo in un bel progetto ragazzi in piena adolescenza. Li togliamo dalla strada, li stimoliamo. Il nostro motto è sempre stato quello di non guardare al risultato, ma di dare qualcosa in più ad Altavilla e ai suoi giovani, perché in queste categorie l’aspetto calcistico conta relativamente, è quello umano a prevalere. Infatti coinvolgiamo a tutti i livelli, non solo per giocare. Ci sono ragazzi che si offrono di preparare le locandine pre-partita, altri di farci da “fattorini” durante le trasferte. C’è tanto da fare e c’è spazio per tutti. Ci è anche capitato di organizzare dei tornei estivi, anche di altri sport – come il tennis o il beach volley, per far partecipare davvero tutti, anche i piccolissimi». E, spesso, non solo non ci sono margini di guadagno, ma la società è addirittura pronta all’idea di rimetterci: «Forniamo tutto noi, dal materiale tecnico all’assicurazione. Dobbiamo però rendere merito a chi ci ha aiutati, soprattutto in una prima fase. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mario Vanni, e la parrocchia di Don Livio Iannaccone, sono stati due punti di riferimento per noi quando, ancora inesperti, ci barcamenavamo tra gli uffici e la burocrazia. Anche qualche privato cittadino o titolare di azienda non ha fatto mancare un piccolo contributo per aiutarci con le prime spese. Inoltre, sono tre anni che facciamo sottoscrivere la “tessera sostenitore” per chiunque voglia sostenerci simbolicamente ma non partecipare in prima persona alle attività».

Era importante, per Alessio e tutto il resto del gruppo, dimostrare continuità, oltre alla passione: «Spesso gli adulti guardano con sufficienza alle iniziative dei giovani e qualcuno credeva che saremmo durati il tempo di una stagione. E invece…».

Nel complesso, la squadra è molto amata e sostenuta. I tifosi seguono le partite e i cittadini supportano le iniziative. «Chi resta scontento delle scelte c’è sempre, ma è anche normale. Innanzitutto, non tolleriamo comportamenti scorretti. E poi, il campo stesso impone dei limiti, non possono giocare tutti».

Adesso, è il momento di guardare alla nuova stagione che si prospetta: «Vogliamo fare un buon campionato. Abbiamo allestito una squadra composta al 70% da ragazzi di Altavilla e per il resto da giocatori con esperienze di vittoria alle spalle, già guidati da Mister Giannasca, che è tornato sulla nostra panchina dopo un anno al Mercogliano. Ci teniamo a fare bella figura ora che torniamo “a casa”, nel campo rimesso a nuovo. Ovviamente dipenderà anche dal girone, ci sono team di territori dei quali non conosciamo il gioco, i componenti, le caratteristiche. Sarà una bella avventura, puntiamo a partire bene e a finire nella prima metà della classifica».

Il tutto, covid permettendo: «Il coronavirus ci ha stoppati già dalla fine di febbraio 2020 e speriamo di poter riprendere la prossima stagione con la giusta serenità. Noi facciamo il possibile per allenarci in sicurezza, ma non avremmo le forze economiche per sostenere gli stessi protocolli delle serie maggiori».

Rosaria Carifano

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