The big family

 The big family

Il nuovo progetto di Francesco Musto che accende un faro sulla forza della disabilità

di Antonella Marano

Francesco Musto non può correre ma i suoi sogni sì. E’ come se volasse verso gli obiettivi superando ogni ostacolo, anche quello che agli occhi del mondo può sembrare il più invalicabile, la sua disabilità. Ma Francesco ha colto nella distrofia muscolare, patologia che lo accompagna sin dalla nascita, un’opportunità di vita.  

Studia e lavora nel campo del cinema, la sua più grande passione. “Ho iniziato a recitare a 15 anni, quasi per gioco, poi, ad un certo punto ho sentito l’esigenza di creare qualcosa che appartenesse alla mia realtà. L’amore per il cinema mi accompagna da sempre: ad otto anni conoscevo ogni battuta dei miei film preferiti”.

con Paola Tassoni e Diego Righini

Ed è così che Francesco, 26 anni, nato e cresciuto a San Michele di Pratola (AV), taglia il suo primo importante traguardo, la realizzazione del cortometraggio “Essere diversi”, con il quale ha incassato vari riconoscimenti tra i quali, l’anno scorso, il premio Rai Cinema Channel selezionato dal Festival Tulipani di Seta Nera.

Nelle vesti di regista ed anche di attore, ha voluto raccontare della lotta al bullismo, della forza racchiusa anche in un’apparente fragilità e della capacità di saper perdonare. “Non ho mai subìto bullismo, ho sempre trovato sulla mia strada brave persone. Ma il mio odio profondo per ogni tipo di discriminazione e di violenza ingiustificata mi ha spinto a scrivere questo corto per lanciare un messaggio diretto e, per dire, a chi è vittima di bullismo o cyberbullismo, di parlarne e reagire”.

Francesco ha un altro importante progetto in cantiere che, però, causa Covid, resta in stand by. Si tratta di ‘The big family’, un documentario attraverso il quale vuole raccontare del ruolo del caregiver. A livello giuridico ed economico, infatti, c’è ancora tanta strada da dover percorrere. Manca una legge ad hoc capace di dare giusto riconoscimento, tutele e diritti, a chi dedica la propria vita a sostegno di persone con disabilità o anziani. Il caregiver familiare, o prestatore di cure, è insomma, una figura indispensabile ma ancora troppo a margine nella nostra società.

con Marianeve Vitiello e Sandra Milo

 “Al mio fianco ci sarà il regista Kassim Yassin Saleh, del Gibuti, paese del Corno D’Africa. L’ho conosciuto lo scorso anno e confrontandoci mi ha proposto di lavorare insieme e di fondere in un unico progetto la nostra visione neorealista del cinema, intriso di umanità. Un vero e proprio ponte fra le diversità. Nel nostro progetto vogliamo cogliere le meraviglie della vita, i suoi colori. Il documentario accenderà nuovamente un faro sulla convivenza pacifica con la disabilità. Io non ho mai camminato ma non ho mai sofferto di questa mancanza. Sono fortunato perché al mio fianco c’è la mia famiglia e degli amici fantastici che arricchiscono il mio quotidiano di tanto valore. Credo che la disabilità non sia un ostacolo alla vita e che ognuno di noi, su questa terra, giochi una partita importante per migliorare i rapporti sociali e professionali”.