Numa Palmer

 Numa Palmer

La cantante del Self-Empowerment

NUMA PALMER è autrice, cantautrice e produttrice discografica, ha lavorato con artisti del calibro di Adriano Celentano, Pino Daniele, Renato Zero, Westley e Trevor Horn. Definita la cantante del Self Empowerment (consapevolezza del sé e delle proprie potenzialità) è promotrice del pensiero positivo. È  una donna di grande bellezza e dall’animo estremamente sensibile e profondo, i suoi capelli rosso fuoco incorniciano un viso da angelo, in cui spiccano gli occhi, azzurrissimi e trasparenti, che sembrano essere i portali verso un’interiorità evoluta e fortemente ricercata. Numa è una donna estremamente piacevole e interessante e intervistarla è stato per me un modo d’immergermi in un mondo di energia, di accoglienza e di amore.

NUMA, tutto in maiuscolo, perché?

Ogni parola o simbolo ha una sua potenza e una potenzialità e l’uso della maiuscola serve a dare una radice solida al mio nome, inoltre mi chiamava così mia figlia da piccola (n.d.r. Il nome è Emanuela) e sento che mi rappresenta. Non amo invece quando viene abbreviato: il nome che ci viene dato o che ci diamo è sacro e va rispettato.

È stata definita la cantante del Self Empowerment, in che senso?

Ho vissuto un’infanzia da emarginata, a volte bullizzata, e ho sofferto nel rapporto con i fidanzati proprio per la mia natura particolare, incapace di concepire la cattiveria, la competitività e la mancanza di sincerità. Da qui è partito il mio percorso di ricerca, che mi ha portata a incontrare, a 25 anni, il buddismo, poi divenuto il mio strumento di rinascita: per me sviluppare il proprio potenziale individuale significa onorare la sacralità e il dono immenso della vita.

In che modo?

Siamo in questa esistenza per sciogliere dei nodi karmici, ovvero un bagaglio di esperienze e di retribuzioni positive e negative accumulate di vita in vita e per imparare le lezioni che esse contengono, per riconoscere in noi la scintilla divina della Creazione, per apprendere ad amare e ad amarci. Noi proiettiamo all’esterno ciò che custodiamo interiormente e abbiamo quindi la responsabilità di trovare il nostro equilibrio interiore, praticando la pace, la resilienza e la compassione. Ho capito che si deve avere fiducia nella vita, sempre, anche quando ci sembra nemica, perché tutto ciò che ci accade è per noi e non contro di noi. La vita è amorevole e compassionevole ma non va manipolata, altrimenti è come voler modificare e contrastare il flusso di un fiume potente: si potrebbe ribellare creando forti contrasti.

Come si pone la musica in questo processo?

La musica è frequenza pura, emozione sublime e subliminale, un linguaggio universale capace di veicolare messaggi importanti, anche a prescindere dal testo. Le note arrivano dritte al cuore e gli parlano. È uno strumento potentissimo, che può creare ansia, rabbia, depressione, negatività o suscitare pace, incoraggiamento, ispirazione e gioia. Io ho scelto la musica POP proprio per raggiungere, in modo “leggero”, più persone possibili, ma in un’ottica di Self Empowerment. Scelgo con attenzione ogni singola nota e parola e le declino nel testo in forma mantrica, per esprimere concetti di crescita personale e di riconoscimento delle proprie potenzialità. In modo piacevole e orecchiabile, anche a livello inconscio, invito all’amore, alla fratellanza, all’unità.

Uno dei temi da lei trattati è quello della libertà. Come la si raggiunge?

Noi siamo i nostri carcerieri e i nostri liberatori e raggiungiamo la libertà quando ci diamo il permesso di essere noi stessi, ascoltando il cuore, anche se la mente si oppone. Dobbiamo toglierci la maschera e il bavaglio, consentendoci di conoscere i nostri bisogni e desideri più profondi, imparando ad affrontare le zone d’ombra con dolcezza e comunicando con sincerità all’esterno. La libertà, in fondo, è semplicemente il rispetto della nostra natura ed essenza. Strutturandoci in linea con la NOSTRA verità, diventiamo sempre più potenti e capaci di cambiare anche una Società malata e costrittiva.

Per lei l’amore, in tutte le sue forme, è centrale: da 25 anni è infatti legata a Phil (n.d.r. Palmer, uno dei più famosi chitarristi jazz e rock al mondo).

La parola amore oggi viene spesso abusata, ma quello che mi lega a mio marito è sicuramente immenso e incondizionato. La prima volta che l’ho visto ho capito che era la mia anima gemella, anche se tutto sembrava volerci dividere: entrambi eravamo legati ad altre persone, lui parlava solo inglese e io solo italiano, lui viveva a Londra e io a Roma. La forza del nostro sentimento però è stata tale da superare qualsiasi prova: dal primo istante ci siamo scelti, per sempre.

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Questa relazione le ha causato anche problemi a livello professionale.

Sì, lui era la star e io ero vista come una groupie. Ma la realtà era ben diversa: per tanti anni ho lavorato dietro le quinte (senza essere riconosciuta e rispettata dal suo entourage) per permettere a Phil di uscire da un momento buio e di riappropriarsi della propria forza e della propria carriera. Lo gestivo (con l’aiuto di mio padre) a livello manageriale per quello che riguardava tutti i tour e lo aiutavo artisticamente cercando i brani che avrebbero fatto poi parte di album importanti, lavorando ad essi con lui e partecipando a ogni fase della realizzazione dei dischi, anche se il mio nome non compariva mai. Gli ho regalato e dedicato la mia giovinezza, ma lo rifarei.

Si è fatta da parte per amore, ma oggi sta finalmente godendo del riconoscimento che merita.

È stato dolorosissimo non poter esprimere il mio talento liberamente per così tanto tempo: a 17 anni già cantavo, scrivevo brani e testi, ero attenzionata dall’RCA (oggi BMG), ero attrice a ballerina in diversi musical, ma solo molto più tardi, quando con il matrimonio abbiamo trovato un po’ di serenità e siamo usciti dalle mille guerre dei divorzi, ho potuto dedicare spazio anche a me stessa.

Che valore dà alla sua indubbia bellezza?

Non mi sono mai vista tale e ho persino odiato il mio fisico, mi vedevo sempre grassa e non all’altezza degli standard richiesti dal mondo dello spettacolo poi, crescendo, ho capito che solo noi ci mettiamo dei limiti e che dobbiamo liberarci dai luoghi comuni e cliché. Ho subito anche parecchi ricatti sul lavoro, da parte di persone che volevano impormi compromessi, tanto che ho rinunciato a molte occasioni. Poi ho imparato a perdonare e a provare un amore “materno” verso il mio corpo, che rispetto e curo come farebbe una madre con un figlio, perché è la casa terrena della nostra anima. Ho realizzato la mia prima scena di nudo a 50 anni (n.d.r. nel video di “Stronger” – regia di Luca Bizzi e Roberto Leone) proprio per esprimere la necessità di “spogliarsi” delle maschere, delle paure e dei condizionamenti. In quel video, in cui mi vedo mille difetti, leggo “la mia rivoluzione umana” e la mia vera bellezza, che non è perfezione estetica, ma integrità.

“Il coraggio delle idee”, “L’amore non riposa”, “6TU” sono alcuni titoli di suoi singoli, ma sembrano anche indicare un percorso di rinascita.

Sì: il coraggio di fare il primo passo, superando la paura di sbagliare e del giudizio altrui o, ancor di più, le nostre auto limitazioni, la scoperta dell’amore come fonte inesauribile, che non si stanca, non si contiene, non è manipolabile o condizionabile. E infine la consapevolezza che, se riuscissimo ad abbandonarci al suo flusso, diventeremmo invincibili e completamente felici, perché noi SIAMO amore: dobbiamo solo aprirci alla nostra essenza. Possiamo e dobbiamo cambiare, imparando a dirigere il nostro personale Universo, creando pace nella nostra vita e nel nostro cuore, praticando quotidianamente la gentilezza verso noi stessi e verso gli altri e proiettando il bene all’esterno, nella misura in cui possiamo, fosse anche solo con un gesto, un pensiero delicato o una parola buona, originando un’onda di positività che andrà pian piano a crescere fino ad avvolgere l’intero Pianeta.

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