Maria Teresa Toglia: “La poesia è la mia isola di libertà”

 Maria Teresa Toglia: “La poesia è la mia isola di libertà”

Pubblicata da Delta 3 “Il settimo senso”, seconda opera : “Calitri è la mia casa, la mia musa ispiratrice”

Da Assessore comunale alla Cultura lancia un messaggio ai giovani: “Non basta emigrare, serve la giusta formazione per fare strada nel mondo”

“La poesia è la mia isola di libertà, lo spazio dove riesco a raccontarmi meglio, a far emergere quello che sento, quello che provo fino in fondo. Perché, al di là di quello che si possa pensare, nessuno è libero fino in fondo. Tutti, chi più chi meno, siamo in qualche modo condizionati dal contesto in cui viviamo: ecco perché è importante che ognuno di noi riesca a ritagliarsi un angolo tutto suo, e il mio è questo straordinario universo fittizio”. Originaria di Calitri, dove risiede e ricopre il ruolo di assessore alla Cultura della locale amministrazione, Maria Teresa Toglia scrive poesie da quando era giovanissima. “Ho sempre avuto la propensione a mettere su carta le mie emozioni. Il più delle volte sono pensieri fugaci, che bisogna fermare, trattenere, prima che volino via per sempre. C’è la scrittura di getto, istintiva e veloce, e quella più ragionata, ma in entrambi i casi bisogna guardarsi dentro e non solo”. I suoi scritti sono rimasti a lungo chiusi nel cassetto, custoditi quasi gelosamente. “E’ stato mio figlio a spingermi a pubblicare i miei pensieri, mi ha stimolato molto. Così ho iniziato a lavorare ai miei scritti, dando forma e sostanza a emozioni il più delle volte sospese, non ancora finite e definite”. Nasce così, nel 2019, la prima raccolta di poesia, “Concerto e Assolo”, edita da “Delta 3”: un diario emozionale che disegna il percorso di un’anima tra le contraddizioni e i tormenti che attraversano da sempre le nostre vite. Un viaggio intenso e profondo che continua con la seconda opera, pubblicata di recente ancora da “Delta 3”, “Il Settimo Senso”. “Concerto e Assolo” ha ricevuto, nel corso della presentazione presso lo storico Caffè Gambrinus di Napoli, anche il riconoscimento della Città Metropolitana per mano del vicesindaco Francesco Iovino.

Toglia, c’è un filo rosso che lega le due opere?

In entrambi i lavori mi racconto e provo a trasferire, con poesie intimiste ed ermetiche, le mie emozioni, senza ignorare la realtà che mi circonda. I riferimenti al contesto in cui vivo e mi muovo sono continui, come è giusto che sia. Per me la poesia non è solo astrazione, è qualcosa di ben piantato nella realtà. Nelle mie raccolte ci sono infatti continui riferimenti alle ingiustizie che, quotidianamente, siamo costretti a subire da una società profondamente malata.

La sua realtà di riferimento è da sempre Calitri. Quanto ha inciso e incide nei suoi percorsi letterari?

Calitri è una piccola realtà, un paesino per certi versi ai margini, dove il tempo scorre più lentamente che altrove. In quegli scorci unici e suggestivi io trovo grande ispirazione, vivo momenti di profonda riflessione che diventano fonte di pensieri e parole. Del resto l’animo umano prescinde dalla realtà in cui si vive, Calitri o Roma possono davvero contare relativamente poco. Ho sempre viaggiato molto, mi piace conoscere altri mondi e confrontarmi con realtà diverse, ma Calitri resta un punto di riferimento importante, irrinunciabile. Alla fine si ritorna sempre a casa. Nel mio secondo lavoro ho dedicato una poesia, “La mia terra parla”, a Calitri, soffermandomi sui disagi, le sofferenze e le speranze di un borgo dal grande fascino.

Da diversi mesi ricopre anche il ruolo di assessore della sua comunità, un impegno ulteriore.

Sì, è un incarico che porto avanti con grande passione. E’ bello potersi mettere al servizio della propria gente, lavorare per dare una prospettiva diversa anche ad una realtà piccola come la nostra. Diventi in qualche modo un punto di riferimento, una sensazione bellissima per chi, come me, ama la propria comunità.

Cosa può fare un assessore alla Cultura in un paese così piccolo e isolato, destinato ad essere abitato solo da anziani e bambini?

Tanto, perché senza cultura si è destinati davvero all’estinzione, altro che strade e infrastrutture. So benissimo che i nostri ragazzi, prima o poi, andranno via. Le Università e il lavoro sono altrove, inutile illudersi. Credo però che i nostri giovani debbano andare via con il giusto bagaglio di conoscenze ed esperienze. Emigrare non è sufficiente, è solo il primo passo. Credo sia questa la mia missione: contribuire alla loro formazione, in modo che possano realizzarsi più facilmente, trovando la giusta collocazione nel mondo. La cultura è in questo senso fondamentale, è la nostra stella popolare che ci guiderà ovunque.

Maria Teresa Toglia

Che risposta ha avuto dalla comunità di Calitri in questi primi mesi di impegno amministrativo?

Sempre molto positiva, nonostante i tanti limiti imposti dall’attuale fase di emergenza socio-sanitaria che continua a renderci la vita difficile. A Calitri c’è voglia di confrontarsi, di crescere, ben oltre i divieti che siamo costretti a rispettare da oltre un anno. Nel nostro paese operano una ventina di associazioni culturali, c’è grande fermento. Non a caso le iniziative che ho messo in piedi in questi mesi hanno sempre avuto un buon seguito, ed è questa la strada che intendo percorrere anche nei prossimi anni. Penso al teatro, alla letteratura, alla poesia e alla scrittura creativa. Così come abituare il mio paese al confronto con esponenti del mondo della cultura è un altro dei miei obiettivi.

Torniamo sulla sua grande passione, la poesia.

Sensibilità, curiosità, passione e studio: sono questi gli elementi che fanno la differenza e che vanno coltivati, sempre. Che poi si traducano in poesia o altro conta relativamente poco. Se impariamo ad investire su noi stessi e a far emergere i nostri talenti, siamo destinati a fare strada, in qualsiasi contesto. E’ questo il messaggio che provo a trasferire ai miei compaesani, e ai giovani in particolare. Anche in una comunità piccola come la nostra, ci si può formare nel migliore dei modi, per essere poi pronti ad affrontare al meglio la vita. I semi della cultura attecchiscono ovunque, se curati con passione e dedizione.

Marco Grasso

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