Laura D’Agostino
«Faccio la dj perché amo far divertire gli altri»
«Non si direbbe, ma sono una persona timida. Così, fin da piccola, piuttosto che in mezzo alla pista da ballo, preferivo stare “dall’altro lato”: alle feste di compleanno dei miei amici portavo il computer e sceglievo la musica per farli scatenare. Crescendo, il pc si è trasformato in consolle, e l’hobby in passione vera. E oggi, posso dirlo, sono finalmente una dj».
Laura D’Agostino ha fatto tanta gavetta per arrivare a pronunciare quest’affermazione. Stacanovista e umile, ha iniziato il suo percorso acquistando l’attrezzatura adatta con i risparmi messi insieme dal suo vecchio lavoro di parrucchiera. Ogni sera, dopo una giornata estenuante passata in piedi al salone, si chiudeva in garage fino a notte fonda e passava ore ad esercitarsi, selezionare pezzi, mixare, anche produrre. «All’inizio, amici del settore mi hanno aiutato a muovere i primi passi nel mondo professionistico. Poi ho preso la mia strada».
Il suo stile iniziale è la techno, «perché piace molto al pubblico. Ma sono passata presto ad occuparmi di altri generi, che sento più vicini ai miei gusti. Ho virato verso la tech-house, che è più “morbido”, nolto più nelle mie corde ma, se proprio devo scegliere uno stile, prediligo la musica house. Però a me la musica piace davvero tutta, dal rock all’hip hop, e durante le mie serate seleziono pezzi anche molto diversi tra loro».
Il nome di Laura D’Agostino comincia a circolare ed animare i club del capoluogo irpino, ma presto arrivano le chiamate da fuori provincia, portando la dj ad esibirsi a Napoli, oppure in Puglia e in Abruzzo, e a fare da apripista ad artisti di fama internazionale, come Marika Rosso, The Yellow Heads e Flavio Folco. «Ma anche Peggy Gou, una dj coreana famosissima. Lei è la mia preferita, spesso alle mie serate metto le sue tracce e posso dire che mi ispiro a lei nello stile. Come italiane, Deborah De Luca mi piace molto».

Nonostante negli ultimi anni le dj donne siano decisamente in aumento, questo rimane comunque un ambito prevalentemente maschile, soprattutto in realtà più di provincia dove Laura D’Agostino è ancora vista come un’eccezione: «Non mancano le colleghe, ma in Irpinia – forse – non arriviamo a tre. Inoltre subiamo un po’ il pregiudizio di essere chiamate solo perché siamo classificate come “belle ragazze” e non perché magari siamo anche brave. Personalmente, ho lavorato tanto per migliorarmi e diventare una professionista, e continuo ogni giorno. Mi dispiace venire a sapere che c’è ancora qualcuno che non ci prende sul serio solo perché siamo donne. È un problema di mentalità».
Il sogno di Laura è farsi conoscere in tutta Italia e magari anche fuori, e suonare nei club di fama internazionale dove solo ai più grandi è concesso toccare la consolle: «Sono 5 anni che faccio questo mestiere e la strada è ancora lunga, ma non mi spaventa. Certo, bisognerà aspettare ancora un po’. Con l’emergenza covid le serate in discoteca sono state – giustamente – sospese e il momento è difficile. Da un lato c’è la necessità di limitare la diffusione dei contagi, dall’altra c’è un settore che ha praticamente smesso di lavorare, se non per qualche sporadico evento di metà estate».
L’importante, è non perdere mai l’ottimismo: «Faccio questo lavoro perché sono felice quando vedo le persone sorridere mentre ballano e sapere che è merito mio, perché un pezzo che ho messo le fa stare bene. Amo quando mi dicono che ho fatto divertire la gente e anche io, quando sto in consolle, mi sento bene, libera e felice».