La Pizzeria Romana diventa academy

La formazione di nuovi pizzaioli e il primo franchising: presto altre sedi in Irpinia

Dagli anni ’60 ad oggi: la storia della pizza più amata dagli avellinesi. Il tormentone “t’a piego?” e i segreti dell’impasto vincente

Irpinitaly - Pizzeria Romana Avellino

Mattina, pomeriggio o sera cambia poco. Alla Pizzeria Romana la fila è una certezza, come la croccantezza, il profumo e l’avvolgente sapore di una pizza che, nel corso degli anni, è diventata per gli avellinesi un irrinunciabile piacere.

La Margherita resta l’irrinunciabile must, ma i gusti si sono progressivamente moltiplicati, così come la varietà di focacce e fritti. “T’a piego?”, la domanda tormentone del mite Sabino è il biglietto da visita, il marchio di una pizza unica nella sua semplicità, nella sua leggerezza, frutto di una lievitazione lunga 72 ore. Tre giorni di paziente attesa per un risultato tutto da gustare, morso dopo morso.

Il risultato finale è un perfetto punto di equilibrio tra la tradizione romana e quella napoletana. La base, la soffice e inimitabile croccantezza, è quella tipica dei forni romani. Il gusto, il valore aggiunto dei prodotti tipici della nostra terra è tutto campano, tutto napoletano.
“Non possiamo che essere contenti del successo della nostra pizza. Vedere il locale sempre pieno è una grande soddisfazione che ci spinge a non fermarci mai, a lavorare sempre di più e meglio”. Alessandro Melillo, figlio dell’indimenticato Mimì anima e riferimento, insieme a Sabino, dell’ascesa della pizzeria in città, annuncia le nuove sfide in cantiere.

Dopo la birra “Romana”, nata dalla collaborazione con il “Birrificio 23″, la pizzeria di via Carducci è pronta ad aprire il primo franchising in città. La nuova sede aprirà presto i battenti in via Cannaviello, nella sede che fu della pizzeria “De Pascale”, altro storico punto di riferimento della pizza al taglio.

Nell’Accademy della pizzeria Romana, ubicata in un locale di fronte l’accorsatissima sede di via Carducci, si formano i gestori dei primi franchising che apriranno in città e in provincia. Dopo la sede di via Cannaviello, si guarda già ad Atripalda e Solofra, ma il laboratorio di formazione è aperto a chiunque voglia imparare l’arte della pizza, l’affascinante mestiere del pizzaiolo.

Il franchising è solo l’ultima scommessa aperta, gli orizzonti sono ben più ampi, la mission è decisamente ambiziosa: “diffondere “La Romana” in tutto il mondo per rendere grande l’Irpinia, per rendere grande Avellino”, è il grido di battaglia che campeggia sul sito della pizzeria. “A noi interessa – precisa Alessandro – far conoscere e tramandare l’arte bianca, l’amore per la pizza, anche a chi vuole semplicemente farla a casa. Non abbiamo un ingrediente segreto, l’unico segreto è il lavoro, l’impegno quotidiano e, naturalmente, la passione che anima tutti noi da sempre”.

La pizzeria romana affonda le sue radici nei lontani anni ’60 quando Mario, affermato pizzaiolo romano innamoratosi di una giovane donna avellinese, si trasferì in Irpinia, portando con sè la preziosa tradizione di famiglia della pizza in teglia romana. La pizzeria, situata lungo il Corso, in pieno centro cittadino, diventò ben presto ritrovo e riferimento non solo della città, ma di tutta la provincia. Un successo straordinario che permise a Mario di espandere la sua piccola attività con punti vendita in tutta la Campania, fino all’isola di Ischia.

Dopo 20 anni, complice la fine del suo grande amore, Mario decise di cedere tutte le sue attività e di tornare a Roma. Il testimone fu fortunatamente raccolto da un suo fedele dipendente, Pasquale, e da sua moglie. Erano gli anni del terremoto e la pizzeria venne momentaneamente dislocata all’interno di una struttura prefabbricata in Piazza Libertà.
Fu una stagione dura ma, allo stesso tempo, esaltante. Di rinascita e ripresa. Avellino, stravolta dal terribile sisma del 1980, aveva voglia di tornare a vivere. La pizzeria Romana trovò a casa in via Carducci dove ebbe inizio la gestione targata Domenico e Sabino, due neofiti del settore con un sogno grande nel cuore, costruito, e realizzato, giorno dopo giorno. Per oltre vent’anni il loro sodalizio professionale è andato alla grande, sempre nel segno della crescita.

Un trend magico, fatto di sacrifici e passione, che neanche la prematura scomparsa di Mimì ha interrotto. È toccato al figlio, ancora con l’insostituibile Sabino, portare avanti la tradizione. Il resto è storia recente e racconta di un’impresa che, senza rinunciare ai caratteri dell’artigianalità che ne hanno decretato il successo, ha saputo guardare sempre più in alto. Oggi la pizzeria Romana è un marchio, un brand che vuol dire anche birra, accademia e scuola di formazione e tanto altro ancora.

Sempre nel segno della qualità, della straordinaria tipicità di un prodotto unico, irrinunciabile piacere per tutte le generazioni. Oggi come negli anni ’60, quando il profumo di quella pizza soffice e croccante ha iniziato a conquistare gli avellinesi.

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