Il medico collezionista

di Angela De Lisio

“Il Collezionista possiede una preziosa qualità, la capacità di meravigliarsi del mondo e dei suoi oggetti, di indurre la potenza evocatrice, di entusiasmarsi delle proprie scoperte, di creare nessi tra i grandi capolavori e le piccole cose che ne hanno costituito il contesto storico, dando un’immagine più completa della cultura del tempo” (Benjamin W. 1966). La passione e la volontà di raccontare un periodo della storia attraverso una vasta e preziosa collezione di cappelli da guerra è ciò che persegue da anni Paolo Troisi, medico irpino. Incontrarlo e poter vedere da vicino la sua collezione di cappelli del ‘900, circa 300 pezzi, è stata un’esperienza di grande arricchimento ed evocazione storico-culturale. Berretti, elmetti, Kepi provenienti da tutto il mondo (Mongolia, Argentina, ex Unione Sovietica, Germania e non solo, sono gli oggetti pieni di vita e significato che compongono il percorso di raccolta e di ricostruzione storiografica del Dr. Troisi.

Perché appunto questo ciò che fa Troisi, raccontare e tentare di mostrare attraverso degli oggetti provenienti da scenari terribili quali quelli della guerra, ciò che purtroppo ha segnato troppo spesso  l’uomo e il suo agire con altri uomini.

La sua collezione infatti è occasione di numerose mostre sul territorio irpino, nei musei, nelle scuole, in stanze istituzionali è stata vista, vissuta con grande partecipazione, da numerosi cittadini di età diversa. “Una volontà precisa di condivisione per dare senso pieno alla riflessione collettiva” sostiene il Dr. Troisi.

Tutto inizia nel 2004, con l’acquisto di un berretto militare dell’ex Unione Sovietica in un mercatino di Praga, un “numero uno” che innesca una reazione di ricerca di altri berretti ovunque si trovasse e che slatentizza una passione per la storia presente sin da bambino.

Fautore anche il padre del Dr. Troisi, amante anche egli della storia e che con disciplina e metodo ha insegnato al figlio l’importanza dell’approfondimento e della memoria. I cappelli hanno particolari dettagli accuratissimi che descrivono gli eserciti di appartenenza e del periodo storico, un viaggio tra la Prima e Seconda Guerra Mondiale; assai curioso e struggente visionare da vicino i teschi applicati sulla parte anteriore dei cappelli dei militari nazisti, oppure ascoltare la storia del berretto appartenuto ad un giovane tenente di Altavilla Irpina morto durante la Seconda Guerra Mondiale a Cefalonia. Mi piace chiudere con una riflessione del Dr. Troisi a proposito delle reazioni dei bambini quando vedono i berretti durante le mostre: “mi chiedono tutti di poterli toccare quasi che questi cappelli di guerra, con i segni e le storie a cui sono associati non fossero veri, purtroppo non è così”.

Raccogliere per raccontare, condividere e non dimenticare: questo è lo spirito del collezionismo del Dr. Paolo Troisi.

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