Davide Rampello

 Davide Rampello

Cultura e creatività al servizio della comunicazione

Intervisto Il Prof. Davide Rampello nella sua casa di Milano, dove mi accoglie in un ambiente che lo rispecchia perfettamente: pieno di libri, di oggetti carichi di storia e di spunti culturali. Conosciuto dal grande pubblico per la sua rubrica all’interno di “Striscia la Notizia”, è un personaggio poliedrico, di grande affabilità e con un curriculum impressionante.

Lei è nato in Sicilia, cosa le è rimasto di questa terra così intensa?

Sono nato a Raffadali (AG) per un gesto d’amore di mia madre, che era di Bassano del Grappa, ma decise di darmi alla luce, nello stesso letto in cui era nato mio padre e prima di lui i nonni e i bisnonni. Dopo un mese siamo ripartiti e la mia vita si è svolta sostanzialmente al Nord, a Venezia e a Milano. Però mi ritrovo sicuramente nella caparbietà e nella costanza: il Siciliano è una persona che “fila il tempo” con grande tranquillità e lo fa scorrere dentro di sé, accettando il valore dell’attesa che i tempi siano maturi per raccogliere i frutti.

Anche lei ha fatto una scelta d’amore…

Sono arrivato a Milano perché la mia prima moglie vi studiava architettura e poi mi sono fermato, ricevendo una vera e propria “iniziazione” da parte del mio testimone di nozze, il poeta Franco Loi, che mi presentò artisti, scrittori, poeti, giornalisti e intellettuali di altissimo livello, fra cui Eugenio Tomiolo, Giovanni Mariotti, Giovanni Raboni e Domenico Porzio, con i quali abbiamo creato una sorta di circolo letterario e per i quali io mi divertivo a cucinare. E’ stato un periodo straordinario, di grandissima intensità, anche se molto difficile: erano gli “anni di piombo”, della strage di piazza Fontana e delle rapine, di cui io stesso sono stato vittima. Fu proprio un amico, Raffaele Crovi, capo dei cosiddetti “culturali”, che mi portò in Rai, dove cominciai come ricercatore iconografico, poi storico, autore e perfino conduttore. Da lì, grazie a Cino Tortorella, sono passato a Telealtomilanese, e poi con Cino, Enzo Tortora, Beppe Recchia e Renzo Villa (fra gli altri) fondammo Antennatre, che trasmise a colori prima della Rai e che aveva degli studi immensi, assolutamente all’avanguardia e dotati di telecamere Ampex.

Poi arriva la telefonata che le apre le porte di Fininvest.

Mi chiamò Fedele Confalonieri per incontrare “il Dottore”, ossia Silvio Berlusconi, che mi propose di collaborare alla creazione di Canale 58 (poi Canale 5) a cui seguirono Italia1, Rete4, La Cinq e Telecinco. Quelli furono anni di grande sperimentazione ed entusiasmo: per primo introdussi in Italia la steadicam (dopo averla scoperta guardando “Shining”), che rivoluzionò il modo di fare televisione. Quando Berlusconi entrò in politica, divenni Responsabile della Comunicazione e dei Grandi Eventi di tutto il Gruppo nonché Direttore Ricerca e Sviluppo.

Padiglione Zero /Expo Milano 2015 – Rampello&Partners

Dalla sua esperienza quasi decennale in Triennale (di cui è stato anche Presidente) è nato il libro “La mia Triennale. Cronache di una ribellione”, ossia?

Quando vi sono entrato era uno spazio dedicato al design e all’architettura ma, in realtà, era nata come “Palazzo dell’Arte” ed era stato realizzato da Giovanni Muzio, Mario Sironi e Gio Ponti per rappresentare tutte le arti, non solo quelle applicate. Io l’ho ristrutturata totalmente, vi ho portato la musica, il teatro, la televisione (Mike Bongiorno, ad esempio, trasmetteva da lì ed è questa la ragione per cui la Triennale ha poi ospitato la sua camera ardente), ho inoltre creato un caffè e una libreria che non fossero dei semplici servizi, ma dove venisse “offerta cultura” e che rispondessero alla mia filosofia secondo cui “i musei non devono essere visitati ma abitati”.

Nel 2011 a Shanghai ha curato una mostra dal titolo “Tradizione e Innovazione”: come far convivere due concetti antitetici?

Sono antitetici solo sulla carta. Il termine tradizione deriva da “tradĕre”, ossia consegnare, trasmettere e quello che noi facciamo ogni giorno è proprio prendere il nostro passato e traghettarlo nel futuro, arricchito dal nostro “essere contemporanei”. Questa è già innovazione, perché io sono dentro al tempo che passa e quindi sono costantemente “rinnovato a me stesso”, in quella che definirei, parafrasando Sant’Agostino, una “extensio animi”.

DE-SIGNO / Salone del Mobile Milano Shangai – Rampello&Partners

Dal 2011 al 2015 è stato Direttore Artistico del Carnevale di Venezia. Le maschere, la possibilità di essere altro. Se potesse cambiare pelle chi vorrebbe essere?

Un viaggiatore che prende appunti, tant’è vero che nella trasmissione televisiva per “Striscia la Notizia” il mio abito ricorda quelli severi dei viaggiatori borghesi dell’‘800 e non è un caso che ami Goethe, la sua duttilità nell’affrontare le Scienze (penso ad esempio, al trattato “La forma delle nuvole”) ma senza distogliere l’attenzione dalla vita e dalla poesia (come nel saggio “Il viaggio in Italia”).

E’ Fondatore dello Studio creativo Rampello & Partners, con il quale realizza progetti culturali attraverso “l’esperienza dell’emozione”. Cosa la fa emozionare nella vita?

Emozione viene da “emovère”, smuovere e tutto quello che è in grado di suscitare questo movimento interiore per me è emozionante, perché rende la vita “viva” e non solo “vitalistica: una riflessione, la soluzione di un problema, un sentimento.”

La sua mission credo si possa riassumere nel concetto di “comunicazione culturale”. Ma cosa significa cultura per lei?

Non è né nozionismo né esercizio delle arti. Io faccio sempre riferimento alla radice della parola che, in questo caso, deriva dal verbo “colĕre”, coltivare: per me “cultura” è tutto ciò che rientra nella capacità dell’uomo di costruire, di creare, di comunicare e di trasmettere. Cultura è sperimentazione, è saper attingere alla dimensione del Sacro ma anche saper vivere la tensione verso il sogno partendo dall’attenzione per la memoria, con uno sguardo al passato e uno al futuro, come Giano Bifronte, ma vivendo “il presente del presente” come dice Sant’Agostino.

A Dubai, per EXPO 2021, curerà il Padiglione Italia, che avrà come claim “Beauty connects people”. Ma qual’è la sua idea di bellezza e com’è cambiata nel tempo?

Il concetto di bellezza cambia continuamente perché l’uomo è un fluido, “prende forma” rispetto a quello che lo circonda, che è per natura mutevole. Però di base per me la bellezza è un’armonia valoriale di buono, vero, giusto e quindi bello. In un mondo in cui l’uomo tende a scindere, a frammentare, bisogna ritrovare invece il senso del tutto.

MILANO XL / Milan Fashion Week – Rampello&Partners

Quanto è centrale la famiglia per lei oggi?

Per me la famiglia è un “radicamento di affetti” e quindi ne ho un concetto molto liquido, ampio, che abbraccia il senso di comunione e che comprende i figli, le compagne ma anche le persone che lavorano con me.

E’ anche docente presso Università prestigiose. Come vede, dal suo punto di vista privilegiato, i giovani d’oggi?

Io vedo alcuni giovani molto vivi, molto attivi e con una grande volontà di conoscere a fronte di molti altri che vivono la vita in modo vitalistico, sfrenato ma superficiale, senza averne coscienza e quindi sprecandola.

Dal 2013 cura, per “Striscia la Notizia”, la rubrica dal titolo “Paesi, paesaggi” dedicata alle eccellenze paesaggistiche e alimentari dell’Italia. Ma qual è il suo rapporto con il cibo e con la natura?

Quando abitavo in Veneto possedevo un orto con delle piante da frutto che avevano 60-70 anni ed erano il risultato d’incroci incredibili da cui derivavano sapori unici. Per me il cibo è tutto: conoscenza, sperimentazione per ottenere il prodotto migliore, da cui creare i derivati e poi i piatti più gustosi e curati dal punto di vista della preparazione e anche della presentazione, che è una componente fondamentale perché nutre l’anima almeno quanto il cibo nutre il corpo.

Se dovesse fare una puntata sull’Irpinia quale tema sceglierebbe?

Partirei da uno dei Parchi Archeologici, per poi spaziare in ambito enogastronomico, parlando della ciambotta, dei pecorini e del torrone…senza dimenticare i vini.

Laura Corigliano