Angelo Picariello, Antonio Emilio Caggiano e Antonio Pascotto

 Angelo Picariello, Antonio Emilio Caggiano e Antonio Pascotto

Tre giornalisti irpini, tre firme autorevoli, autori di libri che fanno discutere

“Un’azalea in via Fani” è il libro da poco uscito, già in seconda edizione, di Angelo Picariello, quirinalista di Avvenire, originario di Avellino, città in cui ha iniziato la sua attività giornalistica, con una parentesi di impegno politico nelle istituzioni cittadine, consigliere comunale e assessore alla gioventù dal 1985 al 1995. Picariello ha fatto dono del suo libro al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (in foto). 

Il volume, frutto di una ricerca promossa dall’istituto di studi politici San Pio V,  è un viaggio lungo mezzo secolo nelle ferite della lotta armata che ha insanguinato l’Italia negli anni 70 e 80. Il titolo è anche l’inizio di questo racconto: una visita segreta in via Fani con Franco Bonisoli, uno dei componenti del commando che rapì Aldo Moro e trucidò la sua scorta, oggi fra i principali protagonisti di un cammino di riconciliazione con le vittime, insieme ad Agnese Moro, figlia dello statista assassinato dalle Br. Che cosa ha reso possibile che persone tutto sommato di indole buona si siano votate a un’ideologia sanguinaria, rovinando la loro esistenza, oltre a recidere quella di altre persone? Espiata la pena c’è per loro il compito di raccontare la loro vicenda per evitare che la violenza si riaffacci sulla scena politica, nascosta magari dietro le migliori intenzioni. Sono uomini e donne che hanno usufruito del modello di diritto penale che proprio Aldo Moro ha voluto in Costituzione, volto alla rieducazione del condannato, che non conosce pene contrarie ai principi di umanità. Percorsi poco raccontati che attraversano anche la città di Avellino, alle prese con un sogno calcistico e poi con le ferite di un drammatico terremoto. Dopo gli anni della Contestazione anche in Irpinia ci fu chi non si rassegnò al ritorno alla normalità e finì nel vortice della violenza politica. 

“Guarda Che Mun Tunait”, prefazione del regista Federico Moccia, è un romanzo dal titolo un po’ bizzarro che racconta una bella storia d’amore. E’ il primo libro di Antonio Emilio Caggiano, giornalista, inviato, scrittore originario di Mirabella Eclano. In Irpinia ha diretto l’emittente televisiva “TeleNostra” e i quotidiani “Il Giornale di Avellino” e “La Nuova Gazzetta di Avellino”, fino a giungere alla grande famiglia Rai, realtà in cui ora è in forza a RaiNews24. Ha ricoperto l’incarico di Responsabiole Comunicazione di Rai1 prima e Responsabile Comunicazione, Promozione e Media Partnership di Rai Radio2 poi.

“Guarda Che Mun Tunait” prende spunto dalla difficoltà del protagonista (Antonio, di Mirabella Eclano) che ha non poche difficoltà con la lingua inglese, soprattutto scritta, e si vede costretto ad arrangiarsi per poter fare breccia nel cuore della ragazza di cui si innamora a prima vista (Lucilla, di Roma) che crede sia inglese. La storia parla di quell’amore vero che solo i ragazzi di venti anni riescono a vivere e a immaginare eterno. La narrazione ripercorre le vicissitudini di un gruppo di ragazzi universitari fuori sede a Roma. Antonio è figlio di una famiglia popolare dell’Irpinia, Lucilla figlia di una famiglia della nobiltà romana, con una vita futura già per lunga parte segnata. I due si parlano, si amano, si legano. Ma le differenze alzano la voce e creano motivi di frattura e Antonio a un certo punto dovrà prendere decisioni fondamentali per la sua vita. Il tutto si svolge tra una Roma meravigliosa e accogliente e una parte dell’Irpinia in grado di far innamorare chiunque.

“Il Mondo senza Internet. Connessioni e ossessioni. Dallo scandalo Facebook alla quiete digitale” è il titolo del romanzo un po’ saggio del giornalista avellinese Antonio Pascotto. Ad Avellino ho lavorato in radio: Radio Irpinia, Radio Alfa, Radio Avellino e Radio City Sound. Ha scritto per Corriere dell’Irpinia e Tribuna dell’Irpinia. Ha fondato e diretto il primo free press irpino sportivo “Stadio Partenio”. E’ stato 8 anni a Telenostra e 2 anni ITV poi nel 1993 arriva alla corte di Emilio Fede al Tg4. Attualmente è caporedattore di News Mediaset, testata che realizza i servizi per tutti i telegiornali Mediaset.

Ne “Il Mondo senza Internet. Connessioni e ossessioni. Dallo scandalo Facebook alla quiete digitale” il protagonista, un giorno, si sveglia e si accorge di non avere la connessione internet per motivi di sicurezza internazionale, sentendosi quindi straniero in un villaggio che di globale non ha più niente. La Terra torna ad essere quello che è e non più quello che appare dal display di uno smartphone: spariscono tutte le applicazioni, Youtube, Whatsapp, Facebook, Twitter. Non ci sono più foto su Instagram, niente Cloud, niente e-mail.  

Il libro si sofferma su un mondo, quello di Internet, messo improvvisamente in discussione con tutte le implicazioni nella vita sociale, pubblica e privata dell’uso della rete. Il consiglio, rivolto soprattutto ai giovani, è quello di tornare a leggere sulla carta. Pensare a una nuova mente fatta di pensiero critico, riflessione personale e immaginazione.”Il mondo senza internet” è stato il vincitore assoluto di ilCartoceto Cinema&Libri, seconda edizione del Festival delle Arti di Cartoceto (Pesaro) dedicato alla lettura, al cinema e alla cultura.

Marina D'Apice