Lupo Pub Bistrot conquista i palati romani ed irpini
di Antonella Marano
Stefano Scarpato, avellinese doc, a soli 31 anni ne ha percorsa di strada ma il suo cuore resta sempre legato alla sua terra e ad una grande passione: la produzione di birra artigianale arricchita da sapori irpini. Lo scorso 3 settembre, grazie ad un progetto finanziato dal Comune di Avellino con i fondi Pics, è riuscito a realizzare il suo sogno: l’apertura del Lupo Pub Bistrot. Il locale, ubicato al civico 67 di Corso Umberto, trova spazio proprio nella sede della storica ferramenta Tortoriello e, quell’insegna che per tanti avellinesi resta un simbolo, è ancora lì. Abbraccia la nuova attività la cui cornice è davvero speciale: a fare da angolo c’è la fontana di Bellerofonte, pochi passi più in avanti la Dogana e alle spalle la Torre dell’Orologio ed il Duomo.
Insieme a Stefano, in questo viaggio sperimentale ed originale c’è suo fratello che, da oltre tre anni, gestisce un altro Lupo Pub Bistrot nella capitale. Obiettivo: portare i sapori dell’Irpinia in tutta Italia realizzando una vera e propria catena legata a questo marchio. Ai sapori, Stefano accosta anche la cultura e l’arte. Da ottobre il locale avellinese offrirà serate di musica jazz, blues e rock e sarà anche contenitore di mostre di pittura e scultura permettendo ai tanti artisti irpini di farsi conoscere o di far conoscere momenti di profondo scambio culturale.
Come nasce l’idea di Lupo Pub Bistrot?
Il bando Pics è stato un’occasione per ritornare a lavorare nella mia città. L’idea di un’attività tutta mia era in cantiere da tanti anni ma, per motivi burocratici, insieme a mio fratello, ho aperto il primo birrificio a Roma. Un vero laboratorio di crescita per noi: vendevamo solo birre, prima fra tutte la Lupo Beer, la nostra prima creatura. Avendo ottenuto un buon risultato abbiamo deciso di accostare a quel bancone anche una cucina proponendo piatti e panini di qualità sempre legati alla tradizioni della nostra terra. Ma la nostra originalità sta nella nota artistica del pub. Fumettisti (alcuni dei quali hanno realizzato anche una linea di fumetti con il nostro marchio con un lupo supereroe) pittori estemporanei, scultori, scrittori hanno trovato nella nostra attività la loro casa o una fonte di ispirazione. Oltre ai sapori vogliamo offrire ai clienti anche cultura. Sono innamorato di questo centro storico, del locale che mi ospita e, che, un tempo era la ferramenta storica della città. Credo che la valorizzazione del nostro centro storico possa divenire motore dell’economia locale e che non abbia nulla da invidiare ad altre realtà italiane.
Hai sempre avuto questo sogno?
A dire il vero no. Ho studiato psicologia a Roma poi, anche per passione ho iniziato a fare l’agente immobiliare. Insieme ad un amico abbiamo avuto la possibilità di andare a lavorare in Texas. Quando poi negli Stati Uniti c’è stata la crisi del settore immobiliare sono stato costretto a tornare in Italia. Da sempre ho avuto questa passione per la produzione delle birre artigianali ed il sogno di realizzare birre tutte mie.

Quali sono le caratteristiche principali del tuo birrificio?
Ogni sfumatura o nota che caratterizza le nostre birre è legata a questo territorio, al palato e alla sensibilità dei nostri clienti. La nostra caratteristica principale è la qualità dei prodotti che offriamo e l’originalità nel contaminare ricette tradizionali rendendole più appetitose. Un’altra forza del locale è legata al bancone con spillatura a 14 vie, un primato in Campania. Se riusciamo a crescere, l’obiettivo è quello di dare al nostro marchio la possibilità di diventare una catena da estendere in tutta Italia ed anche oltre. Tra i miei sogni c’è anche quello di poter coltivare il luppolo in Irpinia, proprio per rendere a chilometro “zerissimo” le nostre birre. Lo so, non abbiamo piantagioni ma sarebbe davvero interessante produrlo.
Parlaci un po’ delle tue birre: avete un vostro impianto, come le realizzate?
Per il momento lavoriamo in collaborazione con altri birrifici o affittiamo un impianto a tempo. Cerchiamo di proporre birre tradizionali rivisitate, aggiungendo particolarità della nostra zona. Ad esempio una delle prime birre realizzare in Capitale era un’American Ipa dal sapore fruttato. Poi abbiamo proposto una Barleywine con aggiunta di miele di castagne altirpine. Nel periodo estivo a Roma abbiamo proposto birre al passion fruit o al mango. A seconda delle stagioni anche qui in Irpinia sperimenteremo birre con retrogusto alla nocciola o alla castagna. Insomma cerchiamo di accostare alla tradizione birraia anche il tocco irpino, una nota di colore davvero molto apprezzata dai nostri clienti. E lo facciamo sempre basandoci sui loro feed back o confrontandoci con i birrifici che collaborano con noi o gli home brewed
beer ossia coloro che producono birra in casa.
Una vera e propria scommessa l’apertura del locale in epoca Covid…
L’inaugurazione del pub bistrot era prevista proprio a marzo 2020. Mese in cui è esploso il lockdown nazionale. Ma ciò non mi ha scoraggiato. La mia sfida è ancora più bella perché credo nelle potenzialità della mia terra e voglio restarci.
Il Lupo, un simbolo importante per Avellino.
In lingua osca hirpus significa lupo, un animale sacro. Dove un branco di lupi riusciva a stabilizzarsi vuol dire che lì c’era vita. E la nostra verde Irpinia è un ottimo contenitore da valorizzare.
Il pub bistrot ha un punto di forza in cucina: lo chef.
Il nostro chef Pasquale Maietta è una garanzia. Ha lavorato in vari locali di Avellino ed è un’icona della cucina irpina. Le sue proposte davvero originali restano sempre legate alla tradizione e ai prodotti locali: qualità ed innovazione, è questa la chiave di lettura perfetta.